you reporter

Porto Tolle

Pesca, salta l’accordo per i diritti esclusivi

In Provincia verrà approvata la revoca della convenzione con il Consorzio cooperative pescatori del Polesine

Pesca, salta l’accordo per i diritti esclusivi

Il consiglio provinciale è stato obbligato alla revoca della delibera che approvava la convenzione tra Palazzo Celio e il Consorzio Cooperative pescatori del Polesine sullo sfruttamento dei diritti esclusivi di pesca dall’1 giugno prossimo a fine settembre 2021.

Ad obbligare la Provincia la nota dell’avvocato Roberto Anselmi, per conto dell’Agenzia Delta Po Immobiliare srl di Porto Tolle, che è “soggetto titolare di legittimo interesse” come recita la nota di Palazzo Celio. “L’avvocato chiede che la concessione dei diritti non venga ulteriormente prorogata né riaffidata al Consorzio in via diretta ‘essendo imprescindibile che l’amministrazione espleti una procedura di pubblico incanto e previa pubblicazione di un avviso d’asta’”. E’ così evidente che “il Consorzio cooperative pescatori del Polesine non ha più l’oggettiva rappresentatività di tutti gli operatori della zona ed è venuta meno anche la coesione sociale ed economica che prima era stata garantita - prosegue la nota di Palazzo Celio - requisito che costituiva il principale fondamento dell’affidamento diretto in concessione al suddetto Consorzio dei diritti esclusivi di pesca”.

Mercoledì prossimo, durante il consiglio, verrà votata così la delibera di revoca che, di fatto, prorogherà la vecchia convenzione in essere fino al 31 dicembre. E nel frattempo la Provincia di Rovigo predisporrà un bando affinché i diritti vengano assegnati. Tutto questo perché è ormai evidente che non c’è più l’unitarietà tra le cooperative del Consorzio a Porto Tolle, quindi manca l’interlocutore unico che, fin dal 1991 aveva consentito alla Provincia l’affidamento esclusivo. Perciò i diritti di sfruttamento dei banchi di molluschi esistenti alla stato naturale nelle acque marittime interne dovranno essere messi a bando.

Così facendo, però, potrà partecipare chiunque rispetti i requisiti che verranno inseriti, anche in un bacino più ampio che le sole cooperative di Porto Tolle. E quindi lo sfruttamento delle rinomate vongole, che muovono un giro d’affari di oltre 60 milioni di euro nel Consorzio, potrebbe finire ad altri gestori. Tra i problemi maggiori, di certo, quelli legati alla semina e alla coltivazione dei molluschi, che il Consorzio ha sempre curato con grande equilibrio senza abusare del territorio assegnatoli. Dall’altra parte la vivificazione delle lagune, che il Po nel suo delta mette a rischio con il suo corso, e che il lavoro dell’uomo garantisce invece con la programmazione annuale.

Non rischieranno direttamente i pescatori, che pero potrebbero diventare operatori esterni di chi si aggiudicherà i diritti esclusivi, di fatto mettendo in discussione una continuità che va avanti da un quarto di secolo circa nello specchio d’acqua che va dal Po di Goro al Po di Maistra. Ma c’è molta tensione nel mondo della pesca per quella che potrebbe diventare la fine della gestione dei diritti di queste lagune da parte delle cooperative polesane. E il primo passo sarà la revoca della convenzione approvando, mercoledì prossimo alle 11 in consiglio provinciale, la delibera che proroga di sette mesi le vecchie concessioni.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

speciali: 354ª Fiera di Lendinara
speciali: Turatti Group

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl