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Rovigo al ballottaggio

La grande sfida finisce in pareggio

I due candidati scoprono le carte, ma senza farsi male. E sulla giunta hanno già (entrambi) le idee chiare.

La prima cosa che salta all’occhio sono le 400 persone, stipate nel salone del Grano (e con molti rimasti persino fuori) per assistere al faccia a faccia tra Monica Gambardella (centrodestra) ed Edoardo Gaffeo (centrosinistra) - in rigoroso ordine di piazzamento al primo turno - che domenica si sfideranno al ballottaggio per diventare il nuovo sindaco di Rovigo.

La seconda, sono le claque organizzate, da una parte e dall’altra, che iniziano fin da subito a battere le mani a (quasi) qualunque affermazione del candidato di riferimento.

La terza - che emerge già da metà della serata, durata quasi due ore - è il sostanziale pareggio tra i due contendenti. Perché nessuno dei due emerge sull’altro, nella raffica di dodici domande dodici, uguali per entrambi, a cui rispondere.

E che hanno guidato Gambardella e Gaffeo a scoprire le carte su tutti i temi principali che il nuovo sindaco, chiunque sarà, si troverà a dover affrontare già da lunedì mattina.

Un assaggio? Sulla formazione della nuova giunta. Gambardella: “Sceglierò in base a merito e competenza tenendo contro del risultato delle urne. Voglio una squadra forte e compatta. Non escludo di tenere alcune deleghe per me, almeno nei primi mesi”.

Gaffeo: “Ho ricevuto carta bianca, e la giunta la decido io. Sette assessori anziché otto: quattro dalla società civile, con fortissime competenze specifiche, e un assessore ciascuno alle tre liste, nessuno di questi con precedenti esperienze amministrative”. Out, dunque Graziano Azzalin e Nadia Romo.

Il servizio completo sulla Voce in edicola mercoledì 5 giugno.

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