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Pesca, un settore che ha fatto il salto di qualità

La consigliera Patrizia Bartelle: "Ma perché non si fanno lavori coordinati e costanti di vivificazione?"

Vongole veraci, psicosi contaminazione: ma è una bufala

"Ho partecipato all’evento organizzato da Coldiretti Impresa pesca di Rovigo in collaborazione con l’Università di Ferrara ed il Cur Rovigo nel museo della bonifica di Cà Vendramin. Importante la presenza al convegno degli studenti dell’Ipsia di Porto Tolle dell’indirizzo di studi 'Pesca Commerciale e produzioni ittiche', unico istituto in Italia ad offrire tale formazione scolastica. Quando il mondo tradizionale della pesca, le problematiche legate alla gestione delle lagune, le valutazioni economiche sul comparto incontrano il mondo accademico e scolastico (riferito all’istituto superiore di Porto Tolle), con professori universitari che spiegano in maniera chiara le problematiche legate agli aspetti giuridici nazionali e della comunità europea, significa che un’intero comparto, sta facendo il vero salto di qualità". Così la consigliera regionale Patrizia Bartelle.

"I giovani studenti del corso portotollese saranno gli operatori della pesca di domani e porteranno nella loro formazione personale il sapere tramandato dai propri familiari e le conoscenze di un territorio unico e difficile. Questo si sommerà alle nozioni scolastiche che daranno loro molte opportunità in più e porteranno nelle realtà locale quel valore aggiunto dato dal ‘sapere accademico/scolastico’ che verrà immediatamente speso nel territorio. Una parte del convegno che ritengo fondamentale - continua la Bartelle - è stata l’intervento del direttore del consorzio di bonifica Delta Po, ing. Mantovani, che ha ripercorso la storia giuridica delle leggi che tutelano l’ambiente deltizio in correlazione con i lavori di vivificazione delle lagune, sempre insufficienti rispetto alle esigenze climatiche ed ambientali".

"È stato dimostrato con tabelle statistiche, difficilmente interpretabili in maniera diversa, che i raccolti di vongole aumentano, negli anni immediatamente successivi ai lavori di vivificazione. Perciò la domanda che si pone è: perché non  si mettono in atto azioni, coordinate e continuative? Sembra quasi - conclude Bartelle - che decenni di evidenze tecniche sui risultati positivi dati dai lavori di vivificazione sia dal punto di vista ambientale che economico economico, lascino sostanzialmente indifferente la politica regionale incapace di prendere le decisioni corrette evitando che gli interventi debbano essere puntualmente richiesti ogni anno. Cittadini con diritti, non sudditi supplicanti".

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