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LA STORIA

La bagnina eroe ha salvato un bimbo dall'annegamento

Ha sentito urlare nella zona che non era di sua competenza ma si è tuffata in mare e ha salvato mamma e figlio

La bagnina eroe ha salvato un bimbo dall'annegamento

È iniziata in maniera ‘agitata’ questa settimana per l’assistente bagnante Federica Donà che ha portato in salvo una coppia di bagnanti visibilmente in difficoltà. La ‘bagnina’ lavora nella spiaggia attrezzata “Bagni del Moro”, ma il salvataggio di lunedì a Rosolina Mare è avvenuto nella spiaggia libera tra i bagni del Moro e Marina di Caleri.

Il racconto dell’intervento. “Il mio servizio è dedicato al bagno dove lavoro – spiega Federica – ma un occhio lo butto sempre anche nelle acque circostanti, fa parte del nostro essere ‘bagnini’. In quel tratto è risaputo che c’è una buca e una forte corrente di risacca. Sentivo urlare in quel tratto di mare e mi sono avvicinata alla battigia per fischiare. Ma sono stata sopraggiunta da una signora, tedesca, che mi ha detto che le persone in acqua erano esperti nuotatori. Mi sono girata giusto un attimo per tornare alla torretta quando le urla si sono fatte più insistenti e ho capito che i bagnanti non stavano giocando, ma erano in difficoltà. Niko Fornasiero, ragazzo del servizio spiaggia – prosegue Federica -, era vicino a me quando ho notato la scena; appena ho deciso di buttarmi in acqua è corso a portarmi il baywatch quando ha capito che stavo per fare l’intervento, un gesto che è stato fondamentale per mettere in sicurezza i bagnanti. Si trattava di un bambino di circa 10 anni, ho ancora impresso i suoi occhi azzurri pieni di terrore; era accompagnato da una signora, credo la madre. Appena li ho raggiunti ho cercato di calmarli, si sono immediatamente aggrappati al baywatch e un po’ alla volta li ho riportati a riva. Per fortuna non ho ascoltato la signora a riva che mi ripeteva che non c’erano problemi – conclude Federica -. Quando si fa questo lavoro non si possono chiudere gli occhi sulle spiagge libere, abbiamo un cuore e mi sono resa conto che erano in reale pericolo. I bagnanti mi hanno ringraziata, io ho spiegato loro, come faccio con tutti, che il mare non è la piscina, anche se si tratta di nuotatori esperti. È giusto poter scegliere dove nuotare, se pagare una spiaggia attrezzata o meno, ma se fosse accaduto qualche centinaia di metri più in la, vicino alla pineta, chi sarebbe intervenuto? Ci sono zone dove non esistono controlli, è una vita che segnaliamo questo problema. Io cerco di fare prevenzione, ce l’ha insegnato il maestro di salvamento Luca Doati al corso ed è davvero importante; per esempio domenica segnalavo il vento da terra a tutti quelli che entravano in acqua con materassini o gonfiabili, avvisavo che la corrente li avrebbe portati al largo in un baleno e tutti mi hanno ringraziata per la dritta”.

 La storia di questa ‘bagnina’. Federica Donà non è una donna nuova per il mare di Rosolina. Ha 36 anni, due figli e su questa sabbia lei ci lavora e vive da quando è nata; è la figlia e nipote della famiglia che da 70 anni, appena festeggiati, conduce i “Bagni del Moro”. “Quest’inverno ho realizzato un sogno – racconta Federica -. Mi sono iscritta al corso della Guardian Servizi Srl che è riconosciuto dalla Fisa (Federazione italiana salvamento acquatico), forse una cosa che avrei dovuto fare chissà quanti anni fa. È il primo anno che presto servizio come assistente ai bagnanti, ma in realtà è quello che avrei sempre voluto fare”. Inoltre, è una delle poche assistenti ad avere anche l’abilitazione all’uso della rescue board (si veda foto allegata), tavola della quale è dotata in tutti i suoi turni di lavoro.

Il commento della Guardian servizi Srl. I titolari della Guardian, Emanuele Emanuele Duò e Luca Doati, si congratulano con la loro dipendente e chiedono più controlli su queste zone. Rosolina ha ben 9 zone ‘libere’. “Sappiamo che ci sono zone più impegnative – commentano Duò e Doati–, sia per il grande affollamento delle spiagge che per il numero di interventi che sono stati portati a termine in passato. I nostri complimenti vanno a Federica e Niko, sono stati operativi in tempi celeri e con quella freddezza che contraddistingue questa professione. Purtroppo la maggior parte dei salvataggi avviene durante la pausa pranzo o nelle zone libere, nonostante ci sia la bandiera rossa ad avvisare l’assenza di sorveglianza. Non si possono obbligare i turisti e i bagnanti a non fare il bagno, ma crediamo che sia necessario rispettare le regole, rimanere sempre nella zona sicura, ma, soprattutto, non superare i propri limiti fisici”.

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