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CASA DI RIPOSO

Nuovo allarme legionella al Csa

Positivi quattro degli otto campioni prelevati. L’Ulss ordina una immediata bonifica

Nuovo allarme legionella al Csa

Positivi quattro degli otto campioni prelevati. L’Ulss ordina una immediata bonifica

Il batterio della legionella è ancora presente negli impianti idrici del Csa, la casa di riposo di Adria. In misura niente affatto trascurabile, come emerge dalla comunicazione di ieri, con la quale l’Ulss 5 Polesana, l’azienda sanitaria del Polesine, ordina alla struttura adriese di procedere a una immediata bonifica. Non solo: la dirigente dell’Unità operativa complessa Igiene e sanità pubblica raccomanda anche “di interessare i medici della struttura affinché provvedano ad aumentare la sorveglianza clinica, in quanto gli ospiti sono da considerare tutti pazienti a rischio”.

Al di là di allarmismi inutili, dal momento che quelle alle quali si sta dando attuazione sono semplicemente le linee guida previste in questi casi, significa comunque che la presenza del batterio non è stata affatto debellata, come si riteneva.

L’interesse dell’Ulss, infatti, nasceva da una precedente presenza del batterio all’interno della struttura per anziani di Adria. Struttura che, dopo questa prima positività, aveva comunicato, come è previsto, all’azienda sanitaria di avere proceduto alla bonifica.

Così, sempre in attuazione dei precisi protocolli che sono previsti in questi casi, il personale competente dell’Ulss ha proceduto ai campionamenti, per verificare che, appunto, fosse tutto a posto, dopo questa operazione. Così, purtroppo, non era, a quanto emerge dalle analisi che Arpav ha condotto sui campioni.

Su otto di questi, a quanto emerge dalla documentazione, ben quattro avrebbero presentato la presenza della legionella oltre i limiti normativi. Due campionamenti sarebbero stati eseguiti al nucleo giallo, uno al nucleo rosa e uno al nucleo arancio.

Sulla base di questo risultato, si è rimessa in moto tutta la trafila prevista in caso di positività al battere legionella.

Il Csa dovrà procedere alla immediata bonifica, prestando, in particolare, attenzione ai punti di prelievo che sono risultati positivi. La bonifica dovrà essere condotta a livello di impianto idrico, dal momento che è in condutture e tubazioni che, solitamente, si annida il batterio in questione.

La maniera usualmente impiegata per debellarlo è il calore, al quale il batterio ha una resistenza molto bassa. Una delle accortezze che, solitamente, viene impiegata in strutture sanitarie è proprio quella, non a caso, di lasciare scorrere a lungo l’acqua calda, sino a raggiungere alte temperature.

E’ chiaro, però, che tanto più è complesso l’impianto idraulico, tanto più possibile è la formazione di sacche nelle quali il batterio sia particolarmente difficile da raggiungere e debellare. Da qui la necessità di un intervento qualificato e specialistico.

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