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CARABINIERI

Finalmente sgominati i predoni del Po

Maxi inchiesta e maxi operazione, veicoli e barche sotto sequestro

Finalmente sgominati i predoni del Po

I carabinieri all'opera

Dalle prime ore di oggi i carabinieri forestali della provincia di Rovigo, congiuntamente ai carabinieri forestali di Ferrara, Ravenna, Milano, Lodi e Padova, ai carabinieri del  Nucleo investigativo del comando provinciale di Rovigo, della stazione carabinieri di Castagnaro, al Soarda (Sezione operativa antibracconaggio e reati a danno  degli animali  del raggruppamento carabinieri Cites di Roma), e alla polizia locale di Polesella, hanno dato esecuzione a quanto disposto dalla Procura di Rovigo, ossia perquisizioni e sequestri penali nei confronti di  cittadini dell’Est Europa (rumeni ed ungheresi) dediti alla pesca “professionale” di pesce in acqua dolce (in primis carpe e pesci siluro, ma anche cefali, carassi e luccio perca) con l’utilizzo di metodi che configurano spesso violazioni di carattere penale: per la cattura vengono, infatti, utilizzati strumenti (elettrostorditori) in grado di stordire il pesce con scosse di corrente elettrica che li immobilizza e ne consente una facile presa. Metodi illeciti solitamente usati di notte e in luoghi isolati.

"Grazie ad una lunga attività di controllo sul territorio - spiega la nota stampa dei carabinieri - a cui sono seguite speciali operazioni a contrasto del bracconaggio ittico, i militari sono riusciti sia a stilare una mappa  precisa dei gruppi di pescatori illegali presenti sul territorio polesano sia a capire in maniera dettagliata il modus operandi dei soggetti. I gruppi sono collocati a Taglio di Po, Corbola, Papozze, Occhiobello e ad Argenta, siti che sono stati oggetto di perquisizione con contestuale sequestro preventivo di alcuni dei veicoli utilizzati dai bracconieri".

"Nella sostanza - spiegano i carabinieri - succede che i soggetti organizzati in gruppi, quasi quotidianamente pescano e consegnano il pescato nei luoghi di cui sopra. In questi luoghi il pesce viene conservato in improvvisate celle frigo o più semplicemente in grandi casse contenenti ghiaccio, entrambe debitamente occultate, ed almeno due volte a settimana viene esportato in Romania e/o Ungheria grazie ad autocarri, che, con cadenza regolare, giungono da tali paesi vuoti e subito ripartono a pieno carico. Questi trasporti avvengono in sfregio alle più basilari norme di sicurezza alimentare, di conservazione e ovviamente di tracciabilità; anche in questo senso, nel tempo, sono state molteplici le verifiche su strada, tuttavia si tratta di violazioni di carattere amministrativo il cui potere deterrente appare alquanto debole".

"A partire da oggi per questi gruppi di pescatori illegali non sarà, invece, più possibile scappare ai controlli, in quanto, grazie a una convezione tra Soarda Cites di Roma e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna e l’Università di Padova, mediante esame necroscopico ed istologico di un campione del pesce   catturato, le forze dell’ordine sono ora in grado di stabilire scientificamente se questo è stato stordito con l’ausilio della corrente elettrica, e quindi di configurare violazioni di carattere penale a carico dei pescatori di frodo anche quando vengono intercettati su strada subito dopo aver catturato il pesce"£.

Una perquisizione mirava al ritrovamento di documenti e parti del motore o altre parti riconducibili al rinvenimento nei mesi scorsi di un auto (Audi)  semisommersa nelle acque del fiume Po in comune di Villanova Marchesana. La perquisizione ha dato esito positivo in quanto i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Rovigo, in collaborazione con la Polizia Locale Associata Medio Polesine, hanno rinvenuto parti del motore riportante il numero di telaio dell’auto in questione. Con queste perquisizioni i militari dell’Arma sono riusciti ad intervenire al cuore dell’organizzazione criminale, colpendo i centri presso i quali il pesce viene raccolto e stoccato in maniera illecita per la successiva esportazione all’estero.

I pesci rinvenuti morti sono stati portati all’istituto Zooprofilattico Sperimentale per l’Emilia Romagna – Sezione di Ferrara per gli accertamenti utili a risalire alla causa di morte; l’ipotesi è elettrocuzione causata da elettrostorditore (mezzo vietato nella pesca).

Importante la collaborazione con la Fipsas -  Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee -  con la quale l’Arma dei carabinieri ha recentemente sottoscritto un Protocollo d’Intesa finalizzato alla prevenzione e al contrasto dell'illegalità nella tutela dell'ambiente fluviale e lacustre e della fauna autoctona ed esotica in esso esistente.

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