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LA MOSTRA

Quell'inferno in cui nacquero gli angeli di Chernobyl

Inaugurato l'allestimento de "I luoghi dell'abbandono" all'ex psichiatrico di Granzette

Un uomo, che spinge una carrozzina, completamente intabarrato in una tuta antiradiazioni, o in una tuta che si pensava lo fosse, perché tanti persero la vita, a Chernobyl, pur indossando gli equipaggiamenti più all'avanguardia dell'epoca. E' una delle immagini che colpisce più a fondo della mostra "Il silenzio assordante di Chernobyl", allestito all'ex ospedale psichiatrico di Granzette dall'Associazione "I luoghi dell'abbandono", che ha in gestione il parco dell'ex ospedale psichiatrico.

Una immagine che ricorda come, in quell'immane tragedia, vi furono profondi momenti di umanità, eroismi clamorosi, per anni passati sotto silenzio, perché in piena Guerra Fredda, le superpotenze erano bene attente a tenere per sé i propri guai e i propri morti. E, quando era il caso, anche i propri eroi. Come i pompieri che arrivarono - e morirono poi, per le conseguenze alle esposizioni alle radiazioni - a decine, per limitare il disastro, per evitare che si trasformasse in catastrofe. Tutti siamo loro un po' debitori.

Era il 26 aprile del 1986 quando il reattore numero quattro esplose,  a seguito di un aumento della temperatura frutto di una reazione incontrollata. A fronteggiare un vero e proprio inferno andarono loro, gli angeli di Chernobyl, ben sapendo, visto il loro lavoro, di andare alla morte. Un disastro del quale, all'epoca, in Italia si colsero solo gli echi, come il divieto di mangiare la verdura appena colta, i consigli di non bere il latte.

Un disastro, poi, che ha generato leggende, film, più o meno horror, suggestioni. Un disastro, però, nel quale brillarono momenti di abbagliante umanità.

La mostra resterà aperta sino ad aprile 2020. Il sabato, dalle 14, la domenica dalle 10. Ultimo ingresso alle 18. Prezzo del biglietto, 8 euro. Imponenti i numeri della mostra: 1500 metri quadrati di esposizione, 44 stanze con 55 proiezioni video, 530 foto, per un percorso complessivo di 600 metri lineari.

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