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DEGRADO

Il Camel Trophy di una carrozzina

Persistono tante barriere architettoniche ma soprattutto dilagano incuria e maleducazione

Il Camel Trophy di una carrozzina

E’ ormai in dirittura d’arrivo il regolamento sul decoro urbano che dovrebbe, tra le tante cose, mettere in atto azioni per migliorare la vivibilità nella città. Soprattutto per le persone più in difficoltà, quelle più disagiate come i disabili che si spostano in carrozzina, spesso accompagnate da un familiare, un parente, un amico o una badante.

Ecco il racconto della passeggiata di una persona anziana in carrozzina per la città tra sconforto e rassegnazione, ovviamente per motivi di privacy viene omesso il nome.

“Una domenica di luglio, una bella mattinata fresca e soleggiata, ideale per portare mia mamma, invalida al 100x100, in carrozzina, a fare un bel giro per Adria.

Imboccando via Peschiera ci si rende subito conto che la carrozzina, sia che si vada sul marciapiede sia sulla strada, avrà un percorso assai difficile. Il marciapiede è tutta una buca, mentre la strada, già in pessime condizioni, è stata appena rattoppata con asfalto a freddo ed è paragonabile a un campo appena arato. Mia mamma vuole passare per la stazione dei treni e bene o male ci arriviamo. Le strade però sono piene di sporcizia, cartacce e erba alta. Poco male. Comunque decidiamo di fare il viale della stazione. Quanti ricordi da madre in figlio. Facciamo fatica a parlare perché anche qui il percorso pedonale che corre parallelo al viale, richiede buone doti per far avanzare la carrozzina e la testa è impegnata a cercare il percorso migliore.

Ad un certo punto ci fermiamo, addirittura manca la pavimentazione: davanti all’ex cinema Roma manca un tratto di marciapiede, solo sabbia: siamo a livelli di Camel Trophy. Non ci scoraggiamo. Proseguiamo. Strada Grànda, come mia mamma preferisce chiamare il Corso, è tutto un susseguirsi di guano di colombo sui marciapiedi, botteghe vuote, escrementi di cani e immondizia della sera precedente. Forse, dice mia mamma, i ‘spassin’ di domenica non lavorano. Decidiamo di andare alla chiesetta dell’ospedale, per un voto che ha fatto quando era ricoverata. Via Badini va un po’ meglio, ma solo all’inizio. Proprio davanti all’ex dispensario ecco un albero che da ben due giorni è ‘coricato’, causa il maltempo di venerdì sera e ostacola completamente il marciapiede, costringendoci ad andare in strada, che per altro è molto trafficata (la pianta è stata sistemata lunedì mattina, ndr). Entriamo in chiesa, mia mamma prega per la sua salute, a 89 anni la salute viene prima di tutto, poi ci viene spontaneo pregare per la nostra amata Adria”.

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