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DIRITTI ESCLUSIVI

“Lagune ai pescatori? Non c’è fretta”

Nonostante il parere di Roma, Palazzo Celio prende tempo: “Siamo noi a dettare l’agenda”

“Lagune ai pescatori? Non c’è fretta”

Nonostante il parere di Roma, Palazzo Celio prende tempo: “Siamo noi a dettare l’agenda”

Non c’è alcuna fretta. La concessione è prorogata fino a dicembre. Ci sono ancora cinque mesi davanti: con calma troveremo la soluzione corretta dal punto di vista giuridico legale per la vicenda dei diritti esclusivi di pesca. Soluzione che sarà sicuramente la migliore nell’interesse di tutti, anche dei pescatori”.

Il presidente delle Provincia, Ivan Dall’Ara, nonostante l’arrivo di un secondo parere da Roma, non esulta, anzi, mantiene la calma e quello che fa gioire le altre parti in causa nella “partita” dei diritti esclusivi di pesca non smuove Palazzo Celio che attende, comunque, il ritorno dalle ferie del direttore generale Maria Votta Gravina che sta gestendo personalmente la vicenda.

Parliamo della concessione delle lagune al Consorzio Pescatori del Polesine attualmente in proroga fino alla fine dell’anno, un periodo troppo breve - lamentano i pescatori - che non permette di fare investimenti e poter pensare al futuro.

Da parte loro, i 1500 pescatori rappresentati dal Consorzio cooperative che, in questa vicenda, a sua volta è rappresentato dall’avvocato Giampietro Berti, chiedono la concessione delle lagune per 15 anni.

Cosa alla quale, secondo loro, l’avvocatura dello Stato avrebbe già dato parere favorevole.

Ma non è dello stesso parere la Provincia che ritiene “troppo generico” il parere dell’avvocatura e che non si smuove dalla sua convinzione neanche dopo la lettera del ministero che specifica ulteriormente il parere dell’avvocatura.

“Non si tratta di un secondo parere ma solo di una interpretazione del ministero circa il parere - commenta il presidente della Provincia - Stiamo prendendo tempo perché come ho già detto stiamo cercando unica soluzione giuridica legale per risolvere il problema dei pescatori. Si sta cercando di mettere in cattiva luce la Provincia quando invece non è così e stiamo lavorando per la legalità. E mi rivolgo al legale del Consorzio: non è lui a dettare l’agenda ma sono io. Quando sarà lui il presidente della Provincia potrà farlo ma per il momento mi spiace sono io. Per quanto riguarda invece i permessi di pesca li sta direttamente gestendo il direttore e quindi non mi esprimo perché non conosco i tecnicismi. Comunque ripeto, abbiamo tempo, ci sono ancora cinque mesi davanti”.

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