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PAPOZZE

89enne con Alzheimer: sfrattata davvero. Chiamati i carabinieri

Situazione in piena evoluzione: i familiari rifiutano le dimissioni, i militari seguono la vicenda

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I carabinieri hanno eseguito l'ordine di carcerazione

Non è bastato l'appello al buonsenso e alla calma da parte del sindaco di Papozze Pierluigi Mosca. In mattinata, secondo le informazioni attuali, una ambulanza ha caricato la 89enne malata di Alzheimer che la casa di riposo di Papozze, la Opera Pia Bottoni, ha intenzione di dimettere a forza, ritenendola morosa per il pagamento della retta (LEGGI ARTICOLO), e l'ha portato fuori della struttura.

Il tutto mentre i familiari, ma anche il Comitato articolo 32, fanno notare come, oltre a non essere questa una azione possibile, da parte di una casa di riposo convenzionata col servizio sanitario nazionale, le pretese di pagamento da parte della Opera Pia nei confronti del familiari siano fuori luogo, così come lo sarebbero addebiti diretti nei confronti della anziana paziente: la legge nazionale, infatti, dispone che il costo della degenza sia a intero carico del Servizio sanitario nazionale.

Questo alla luce delle condizioni della donna, che sarebbero attestate, fanno sapere i familiari, anche dalla documentazione della stessa struttura di Papozze. Nonostante ciò, in mattinata, come detto, è in corso il tentativo di dimissioni forzose. C'è stato, a quanto si apprende, un tentativo di portare la anziana a casa dei familiari, ma questi hanno opposto un fermo rifiuto, ribadendo come si tratti di persona anziana in condizioni che necessitano di cure. La vettura è quindi ripartita, con destinazione pronto soccorso.

Qui sarebbe però emerso che, come sostenuto dai famigliari, si tratta di persona con necessità di assistenza medica. Immediato, quindi, il ritorno alla casa di riposo.

A seguire da vicino la vicenda, i carabinieri, ai quali i congiunti della 89enne si erano rivolti in prima battuta, non appena era stata paventata, nei giorni scorsi, l'intenzione di procedere alle dimissioni, segnalando, come ipotesi di reato, l'abbandono di incapace e la interruzione di pubblico servizio. Sono stati chiamati anche in mattinata.

Il sindaco, appreso della situazione, aveva domandato ai vertici della struttura maggiore calma, attendendo che sia concluso, perlomeno in primo grado, il contenzioso che vede i parenti della degente avere opposto il decreto ingiuntivo a loro carico. 

Sulla vicenda ha preso posizione anche il sindaco di Adria, pur senza entrare nel merito del contenzioso: "L’episodio accaduto alla signora adriese - spiega - ospite dell’Opera Pia Bottoni di Papozze è molto grave e da condannare con fermezza. Le persone hanno una dignità e in questo caso non è stata garantito il rispetto verso una persona ammalata e anziana. Il contenzioso tra struttura e famigliari è giusto che rimanga un fatto personale e non è corretto entrare in merito, ma si richiede rispetto delle tutele sanitarie anche rispetto morale verso la paziente. La politica deve  agire a beneficio delle persone".

Immediata anche la presa di posizione di Articolo 32, comitato che da tempo si batte perché vengano rispettate le disposizioni normative in tema di rette per non autosufficienti e pazienti psichiatrici ospitati in strutture pubbliche o convenzionate. "Questa mattina - spiega la nota - con un atto che a noi pare una forzatura da ogni punto di vista, la dirigenza della Casa di riposo 'Bottoni' di Papozze ha deciso di caricare una signora 89enne, affetta da gravi patologie sanitarie che ne determinano una forte disabilità, e portarla a casa della sua famiglia che, purtroppo, non è in grado di prestarle le cure di cui abbisogna".

"La vicenda si è presto risolta con un breve passaggio della signora al pronto soccorso e l'altrettanto veloce ritorno alla casa di riposo, luogo dove può essere adeguatamente seguita. Esprimendo massima solidarietà e vicinanza alla signora ed alla sua famiglia che con coraggio ha saputo far fronte ad una questione molto importante e delicata, considerando che questa loro presa di posizione potrebbe, oltre la vicenda umana personale, riportare i termini legali a vantaggio dei tanti , troppi, che vivono la medesima situazione, ci corre l'obbligo di chiedere di nuovo il rispetto delle leggi vigenti che parlano con chiarezza di costi a carico del Servizio sanitario nazionale a fronte di determinate patologie invalidanti".

"In ogni caso, al di là della questione legale che ha determinato la sospensione del pagamento della retta, motivo per cui il direttore Badiale intendeva dimettere forzatamente l'anziana non autosufficiente gravemente ammalata, questione che sarà comunque presto valutata in sede giuridica, ribadiamo il nostro disappunto nel merito di quanto accaduto questa mattina, fatto di una gravità estrema che ci auguriamo possa trovare rchiarimento e giustizia. Riteniamo che gli interlocutori di Badiale e delle case di riposo con difficoltà di bilancio vadano ricercati a livello istituzionale in chi opera a livello di redistribuzione di risorse economiche".

"Continueremo la nostra battaglia a fianco della signora e dei suoi familiari ma anche delle molte famiglie che vivono questo problema in balia del libero mercato d e della mancata applicazione delle norme costituzionali di riferimento. Ritorniamo quindi ad invitare chi ha ruolo istituzionale a far sentire la propria voce contro questo modo di operare da parte degli amministratori delle case di riposo e di certi Comuni che sottraendosi ai propri adempimenti optano per forme vessatorie verso i cittadini".

Amareggiato, ma come al solito estremamente graffiante, il capogruppo del Pd in consiglio comunale ad Adria Gino Sandro Spinello. "Sono rimasto molto turbato da quanto sta accadendo  ad una mia concittadina anziana e gravemente malata, l’unica vera vittima - spiega - Conosco bene sia il sindaco di Papozze Pierluigi Mosca che il presidente del Cda della struttura Diego Guolo: loro sanno che devono rappresentare anche la coscienza civica della loro comunità, che non avrebbe voluto sicuramente questo. I contenziosi giudiziari si risolvono con le sentenze dei magistrati; non può essere che alla fine ci rimette sempre il più debole; è stata un’azione eclatante che doveva assolutamente essere evitata; certo che se l’autore di tutto è il Dottor Badiale , si capiscono già molte cose".

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