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IL GIALLO

Nuovo ritrovamento ad Albarella, prende corpo l'ipotesi omicidio

Ieri mattina trovato un altro frammento osseo

L'ombra dell'omicidio dietro i resti umani trovati in spiaggia

Un altro ritrovamento di un frammento osseo, ad Albarella, che lascia aperta la porta all'ipotesi che i reperti che, da giorni, vengono individuati sulla spiaggia dell'isola siano l'indicatore di un delitto. In particolare, quello di Isabella Noventa, 54 anni, segretaria di Albignasego, sparita a gennaio 2016. Nei giorni scorsi erano già stati ritrovati una parte di mandibola e una parte di bacino. Nella mattinata di giovedì 29 agosto, un altro ritrovamento, sempre sulla spiaggia libera di Albarella: un frammento osseo di circa 17 centimetri. Sono stati alcuni bagnanti a dare l'allarme, con conseguente intervento dei carabinieri che, come in precedenza, hanno repertato il materiale.

 Il primo ritrovamento era arrivato il 20 agosto scorso, quando, sulla spiaggia di Albarella, era stata individuata parte di una mandibola. Erano stati due giovani turisti a lanciare l'allarme, vedendo il resto umano, con ancora un dente attaccato. Probabile che il frammento osseo sia stato trasportato a riva dalle correnti marine e, in seguito, portato allo scoperto dai trattori che, quotidianamente, puliscono la spiaggia. Pochi giorni dopo, nella serata del 24 agosto, sempre ad Albarella, un secondo ritrovamento, questa volta una parte di bacino. I bagnanti hanno subito chiamato i carabinieri.

In entrambi i casi gli investigatori, i carabinieri di Adria, hanno repertato e sequestrato i resti, senza che allo stato via sia la possibilità di sapere con certezza se siano umani o animali. E' una delle domande alle quali dovrà rispondere il medico legale Lorenzo Marinelli, al quale, il prossimo 6 settembre, il sostituto procuratore Sabrina Duò conferirà l'incarico per la consulenza con la quale si cercherà di gettare luce sul caso.

Tre, al momento, i quesiti fondamentali ai quali l'esperto dovrà rispondere. In primo luogo, capire se si tratti di resti umani o animali; in secondo, cercare di datarli; in terzo, analizzare la loro compatibilità, anche dal punto di vista del profilo del Dna, che si dovrebbe potere estrarre dai resti, con quello raccolto in uno dei casi di cronaca che maggiormente hanno coinvolto il Paese negli ultimi anni: quello di Isabella Noventa. Non a caso, la Procura di Padova segue in stretto contatto con quella di Rovigo la vicenda.

Isabella Noventa, 54 anni, segretaria di Albignasego, scomparve nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 2016. Il suo corpo non è mai stato ritrovato, nonostante le ricerche che sono state condotte, anche nel fiume Brenta. Una delle ipotesi, infatti, era proprio che il cadavere potesse essere stato gettato o in mare o in un fiume. In primo grado, per questo delitto, sono arrivate tre condanne: 30 anni ai fratelli Freddy e Deborah Sorgato, 16 anni e 10 mesi a Manuela Cacco. Secondo le tesi accusatorie, che hanno visto la sentenza di primo grado reggere anche in Appello, con la conferma delle condanne, la donna sarebbe stata attirata in una trappola, quindi colpita a colpi di mazzetta e uccisa, col corpo lanciato nel Brenta.

La compatibilità, al momento - doveroso precisarlo - rappresenta una ipotesi investigativa. Sufficientemente forte, però, a indurre la Procura di Padova a muoversi. Certezze, però, potranno arrivare unicamente dall'esame medico legale che sarà conferito tra una settimana esatta.

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