you reporter

IL CASO

Triste ritrovamento in spiaggia. Ora si attende l'autopsia

Delfino ritrovato morto spiaggiato trasportato all'Università di Padova per comprendere la cause della morte: pesca illegale, elica di una barca o plastica ingerita?

Triste ritrovamento in spiaggia. Ora si attende l'autopsia

Questa mattina è stato trovato un delfino morto spiaggiato a Porto Caleri. Una signora ha messo le foto nei social creando allarme. Gli operai comunali che si occupano della pulizia delle spiagge lo hanno segnalato. Per cui l’università di Padova, che si occupa del recupero dei soggetti morti, è intervenuta. “Ha fatto tutto il Comune - spiega Eddi Boschetti presidente provinciale del Wwf - Non lo abbiamo recuperato noi. In ogni caso, la vicenda che passi per il Wwf, per il Comune, o per la Capitaneria di Porto, le strade sono due. Se sono animali vivi vengono portati al centro recupero di Polesella che fa il primo soccorso e poi si decide dove mandarli; se invece si tratta di individui morti c’è la facoltà di biologia dell’università di Padova”.

Boschetti spiega che, per capire le cause della morte di questi animali, è necessario recuperare il corpo e di segnarlo all’università di Padova dove c’è un istituto che si occupa sia delle tartarughe marine che dei delfini, e studia le cause della morte. “Se ci sono ferite da elica se il delfino è rimasto intrappolato in qualche rete e che sia morto di asfissia. Sappiamo che i delfini sono mammiferi e hanno bisogno di uscire dall’acqua per respirare - racconta Boschetti - Oppure potrebbe avere ingerito della plastica, infatti spesso confondono le meduse che sono le loro prede naturali con le sportine di nylon. Ci sono molte cause di morte e quasi tutte sono riconducibili all’uomo. Quando ci sono questi ritrovamenti vanno segnalati. Noi abbiamo il contatto con il Comune che ha a disposizione gli addetti alle pulizie. Il problema è anche sanitario, perché essendo un animale spiaggiato può dare problemi come li possono dare le tartarughe. Quindi l’animale va segnalato o a noi o al Comune e poi viene trasportato all’università”.

Boschetti dice che dal recupero dell’animale si possono avere informazioni utili, se c’è un problema di inquinamento, di pesca illegale, di traffico di imbarcazioni natanti da diporto. “Quest’anno abbiamo avuto circa una ventina di spiaggiamenti di tartarughe marine e due erano vive e sono state salvate. Altri anni abbiamo avuto anche 50 segnalazioni".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: Teatro Sociale di Rovigo
speciali: Camera di Commercio e Cna: un mondo di opportunità per le imprese

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl