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Palazzo Celio

Diritti di pesca, tutto in stallo

Dopo una mattinata di manifestazione e incontri, nessun accordo tra Provincia e Consorzio

"Sarei molto felice di non intervenire, ma visto e considerato che sono stato oggetto di pubblico ludibrio pubblico, e il risultato è la manifestazione lì fuori, questo dibattito si è svolto sul piano sociale e non politico" il commento del presidente della Provincia di Rovigo, Ivan Dall'Ara. "Dal consiglio provinciale la direzione presa è stata quella dei 15 anni di proroga, quindi io ho invitato la maggioranza a pronunciarsi: ma finora non è arrivata alcuna proposta condivisa che veda il consiglio unanime" ha proseguito il presidente, scarica la patata bollente dei diritti esclusivi di pesca ai consiglieri provinciali.

In una sala del consiglio provinciale gremita, Dall'Ara non arretra di un passo, anche se continua a chiedere che vengano mese sul tavolo le proposte "per coniugare le esigenze dell’uno e dell’altro". "Ieri (lunedì 9 settembre) in Regione al tavolo della pesca ho partecipato con gli assessori Pan e Corazzari e il consigliere regionale Azzalin, oltre al sindaco di Porto Tolle - ricorda Dall'Ara - dopo sei ore di discussione abbiamo concordato per la proroga di un anno fino al 2021, termine del mio mandato. Inserendo in calce una declaratoria che dice come 'la concessione viene assegnata per ulteriori approfondimenti al fine di non creare interruzioni che penalizzerebbero il consorzio in vista di un affidamento di 15 anni'". Ma a questo Corazzari, dal fondo della sala, replica dicendo: "Eh no, nemmeno la proroga di cinque anni avete voluto".

Dopo un’ora di riunione congiunta tra presidenti delle cooperative pescatori e consiglieri provinciali e regionali, le due parti si sono divise. Si cerca un compromesso tra la proposta della Provincia e del presidente Dall’Ara di un anno di proroga più uno, con l’aut aut dei pescatori dei cinque anni. Questo periodo consentirebbe nelle more di una soluzione più definitiva, di fare investimenti da parte del consorzio. In riunione anche il legale del consorzio Giampietro Berti. In sottofondo i fischietti, le proteste e i megafoni degli oltre mille pescatori, arrivati con 12 corriere e tante auto da Porto Tolle di primo mattino per fare sentire la loro rabbia e la loro disperazione. All’una, tuttavia il nulla di fatto. “La giornata è lunga”, ha ironizzato il sindaco di Taglio di Po Francesco Siviero. “Siamo disposti a dormire qui in provincia”, non mollano i pescatori.

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