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Crisi

Ecolab, sindacati sul piede di guerra scrivono al prefetto

Assemblea con i 43 dipendenti di Ecolab che saranno licenziati dalla multinazionale che sposterà la produzione in Francia

Un'assemblea drammatica l'hanno definita i sindacati che si sono trovati mercoledì mattina con i dipendenti della Ecolab e le Rsu per discutere del licenziamento dei 43 dipendenti dell'azienda chimica, ex Esoform, assorbita dalla multinazionale che ha comunicato l'intenzione di chiudere i battenti dell'impianto di Rovigo per spostare la produzione in Francia.

"Trovarsi con una notizia del genere, della perdita del posto di lavoro dalla sera alla mattina, ha creato un grande malessere - le parole dei sindacati uniti - ma c'è la voglia di stare in campo e combattere con tutti gli strumenti consentiti, per far rivedere l'azienda le proprie posizioni. Non può abbandonare il territorio in questa maniera".

Presenti Federica Franceschi, della Filctem-Cgil, Enrico Rigolin della Femca-Cisl e Giampietro Gregnanin della Uiltec-Uil. Oltre ai 43 che andranno in mobilità con la procedura di licenziamento, ci sono 8 commerciali ai quali è stato proposto il trasferimento a Verona. I sindacati hanno scritto al prefetto di Rovigo Maddalena De Luca per avviare un tavolo con la presenza di Confindustria Venezia Rovigo. "La comunità locale non può rimanere a guardare, se ne sta andando la fabbrica chimica più vecchia del territorio - concludono i sindacati - invitiamo tutti a non lasciarci soli, ci aspettiamo risposte dalla comunità".

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