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Ca' Emo

“Siamo state tradite dalle istituzioni”

Il grido di dolore delle mamme No Pfas. Delusione per l’assenza del funzionario Arpav. Dall’Ara è apparso per inaugurare la mostra

“Siamo state tradite dalle istituzioni”

Abbiamo creduto nelle istituzioni, ma ci sentiamo tradite”: è il grido di dolore di Giovanna una della cinque mamme Non-Pafs che tre anni fa hanno accesso i riflettori sulla drammatica situazione dell’inquinamento della Miteni. Da lì è nata una rete nazionale con 38 gruppi, hanno partecipato a 160 conferenze pubbliche, diversi incontri in Regione, due volte alla Camera dei deputati per incontrare il ministro dell’ambiente, una volta anche a Bruxelles per spiegare che “non si può discutere di percentuali consentite: il veleno e veleno”. Parole dure che hanno scosso la sala parrocchiale di Ca’ Emo completamente gremita e con molte persone rimaste per la “Giornata della salvaguardia del creato”. Insieme ad Annamaria, ha portato la drammatica testimonianza di quelle mamme, di quelle famiglie, di quelle comunità la cui vita è stata sconvolta dal ritrovamento del pericoloso inquinante.

Ed ecco il nocciolo della questione: “L’acqua dell’acquedotto che dovrebbe essere controllata è inquinata, le istituzioni locali ci davano garanzie: abbiamo creduto, ma ci siamo sentite tradite”. Aggiunge Annamaria, ex dipendente comunale: “Avendo avuto garanzie dal mio sindaco e dagli uffici competenti, anch’io ho contributo a tranquillizzare le persone che incontravo e che mi chiedevano spiegazioni”. Ma le due mamme concludono con un accorato appello alla speranza: “Siamo tanto arrabbiate e sconfortate ma siamo certe che le cose cambieranno: già questa sera andiamo a casa coltivando la speranza che il bene e il buono è qualcosa che succederà”. E’ seguito un applauso interminabile, quasi da brividi.

Ad ascoltare le due mamme i due vescovi Adriano Tessarollo di Chioggia e Pierantonio Pavanello di Adria-Rovigo, insieme ai responsabili della pastorale del lavoro delle due diocesi don Simone Zocca e don Giulio Bernardinello promotori dell’evento che ha messo insieme le due chiese locali sconvolgendo, per una giornata, la tranquillità della piccola frazione adriese. Presenti diversi sindaci e amministratori polesani. Nel portare il proprio saluto Omar Barbierato ha sottolineato che “è un momento importante: la scelta di Ca’ Emo non è casuale perché qui qualche anno fa un gruppo di cittadini ha deciso di prendere in mano il proprio destino e si è impegnato a difendere il proprio ambiente e territorio”.

Insieme alla mamme Non-Pafs sono intervenuti Giorgio Osti e Matteo Cerutti, quest’ultimo mettendo la dita nella piaga della Coimpo rilevando che sono mancati i controlli. Grande delusione per l’assenza di Vincenzo Pierantonio medico Isde ma soprattutto di Vincenzo Restaino funzionario Arpav. Si è notata anche l’assenza dell’amministrazione provinciale: il presidente Ivan Dall’Ara è apparso al momento del taglio del nastro delle mostre, allestite nell’ex scuola e che rimarranno aperte fino a domenica con ingresso libero. Ultimo atto della giornata la preghiera interconfessionale sul sagrato della chiesa animata dai canti del coro Madonna del Carmine diretto da Bruno Franchin con Nicola Lionello alla tastiera. E’ calata la sera, qualcosa è successo nella piccola Ca’ Emo che si appresta a celebrare il 22 settembre il quinto anniversario della tragedia della Coimpo segnata da quattro vittime.

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