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LAVORO ROVIGO

"Non fate a pezzi il nostro futuro"

Il grido dei 43 lavoratori di Ecolab: il consiglio comunale vota per loro all'unanimità

Si alza forte e chiaro il grido di dolore dei lavoratori licenziati della Ecolab, (stabilimento ex Esoform), la multinazionale che ha deciso di chiudere la sede di Rovigo e trasferirsi altrove, all’estero, in Francia per la precisione. Dopo una assemblea sindacale, si sono spostati tutti in consiglio comunale dove l’amministrazione guidata dal sindaco Edoardo Gaffeo, in accordo con tutti i capigruppo delle varie componenti politiche che siedono in consiglio comunale, aveva organizzato un consiglio comunale solo per loro. Tutti d’accordo perché, di fatto, quando un colpo del genere tocca il territorio non può che toccare allo stesso modo tutti coloro che hanno scelto di mettersi a disposizione della propria terra, i consiglieri comunali.

Tutti presenti, dicevamo, i lavoratori colpiti dal licenziamento di massa deciso dalla multinazionale, per chiedere aiuto alla città. Presenti al tavolo della giunta i rappresentanti sindacali del settore chimico Federica Franceschi (Filctem Cgil), Giampietro Gregnanin segretario provinciale Uiltec Padova e Rovigo e Enrico Rigolin (Femca Cisl).

Ad aprire il consiglio comunale è il presidente Nadia Romeo: “Siamo qua per esprimere solidarietà verso i lavoratori che dalla sera alla mattina rischiano di restare a casa. Questo è un consiglio straordinario in primo luogo perché il lavoro è dignità lavoro e colpire il lavoro è colpire l’uomo e la dignità dell’uomo e noi non ci stiamo, ma è un consiglio straordinario anche per mettere in campo idee e soluzioni per trovare insieme un percorso senza strumentalizzare questa situazione drammatica”.

“Siamo preoccupati come lo siete voi - ha commentato il primo cittadino, Edoardo Gaffeo - Avremmo voluto portare il tema lavoro in consiglio in tempi e modi diversi da quelli che siamo costretti a fare in questo momento. La rapidità di questa crisi ci ha colti di sorpresa. Anche se può sembrare una risposta simbolica io credo che nel simbolo possa esserci anche la sostanza. Vogliamo provare a trovare una soluzione insieme a tutti i presenti. Noi metteremo a disposizione di tutti la nostra presenza a tutti i tavoli che verranno istituiti e la volontà di dialogare e offrire soluzioni diverse alla azienda che non ha neppure valutato situazioni diverse che non fossero la mobilità dei lavoratori”.

Parola poi ai sindacalisti in aula che hanno ricostruito la vicenda e chiesto all’unanimità, in rappresentanza dei lavoratori, un aiuto al consiglio comunale. E non sono “solo” 43 i lavoratori colpiti dal maxi licenziamento. Ci sono anche i lavoratori dell’ufficio commerciale che, per l’azienda, dovrebbero essere “trasferiti”. Dove, in Francia? Quasi tutti i consiglieri prendono la parola per esprimere solidarietà e cercare di dare la loro idea di soluzione.

“Ci auguriamo anche una azione di Confindustria che impedisca l’abbandono del sito favorendo la ricerca di una soluzione che consenta di dare continuità all’attività produttiva”, ha commentato l’ex presidente della Provincia, consigliere del Forum, Federico Saccardin. “Dobbiamo pretendere una ricollocazione totale del personale nel territorio con tavolo che veda seduti insieme Comune, Provincia e imprese locali – ha detto il consigliere del Movimento 5 Stella, Mattia Maniezzo - Qualcuno dovrà essere riassorbito nel sito per fare manutenzione visto che non si può spegnere la luce e chiudere la porta a chiave. E poi ritengo sia necessario inserire una ‘tassa di scorrettezza’ contro le aziende che delocalizzano”. E’ intervenuto anche l’assessore regionale della Lega, Cristiano Corazzari che siede in opposizione nel capoluogo: “Ho parlato con l’assessore Donazzan che ha già convocato il tavolo in Regione il 24”.

“Appare sorprendente che in gruppo così grosso vengano tagliate 43 teste – ha commentato la capogruppo della civica Gaffeo, Elena Biasin - Così non cambiano il futuro dell’azienda ma solo quello delle famiglie polesane. Ecolab invece di restituire al territorio quello che il territorio gli ha dato se ne vanno lasciando a casa i lavoratori. Saremo favorevoli a qualunque decisione presa dal consiglio per evitare che vengano persi posti di lavoro”. “Dobbiamo pretendere una soluzione diversa per questi lavoratori  - ha detto Michela Raise (Pd) - Dobbiamo cambiare passo. Dobbiamo creare alternative nel nostro territorio e dobbiamo farlo tutti insieme. Se Ecolab se ne vuole andare deve prima trovare una alternativa per queste persone. E lo dobbiamo fare anche noi”. 

“Dobbiamo alzare la voce, non possiamo lasciare che una azienda che funziona anche grazie al sostegno di questo territorio se ne vada lasciando il territorio a piedi, senza lavoro – commenta il capogruppo del Pd, Graziano Azzalin - Lasciate aperto il sito, non va chiuso. Lasciatelo aperto e vendetelo con una trattativa. Questo dobbiamo pretendere”.

Alla fine il consiglio comunale vota all'unanimità un documento di sostegno ai lavoratori e a tutte le iniziative che verranno messe in atto per evitare il licenziamento collettivo.

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