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FESTIVAL TENSIONI

Arti e sguardi sul presente in scena alla Fabbrica dello zucchero

Puntuali si sono aperti i primi sipari sugli eventi della due giorni culturale al Censer

E’ partita questa mattina al Censer la due giorni culturale del nuovo Tensioni, festival di arti e sguardi sul presente, ideato da La Fabbrica dello zucchero-Fdz, col sostegno della Fondazione Cariparo, la collaborazione di Censer Spa ed il patrocinio di Comune e Provincia di Rovigo.

Fin dal primo mattino gli allievi della classe III/A del Liceo Celio Roccati, volontari del Festival, si sono distribuiti alle varie postazioni con le loro magliette nere gadget di Tensioni.

Puntuali si sono aperti i primi sipari sugli eventi, l’esibizione della musicista sarda Marta Loddo in simbiosi con la sua loop machine umanizzata in Tamara. Il laboratorio “analogico” di Mariangela Savoia, designer della comunicazione, impegnata a creare una “fanzine” con forbici e colla. In sala Rigolin, l’archeologo Ricardo Stocco ha illustrato alcuni splendidi progetti di rigenerazione sociale partendo dal recupero di aree urbane dimenticate o dismesse, come l’ex mensa dei ferrovieri di Castefranco Veneto, che da insignificanti mura abbandonate è ritornata come archeologia ferroviaria di inizi Novecento ed una nuova funzione di bistrot con punto ritrovo cicloturistico internazionale.

Mentre il Pre-collettivo d’arte, quattro ragazzi scultori, pittore e fotografo rispettivamente, si accingevano a progettare e realizzare le loro opere  manovrando in modo sorprendente tra collant, tubi metallici, reti e gesso sotto gli sguardi incuriositi dei passanti, in sala Bisaglia si è aperta ufficialmente la kermesse Tensioni 2019. Davanti alle autorità, alla stampa e ad una delegazione degli organizzatori, ha fatto gli onori di casa Giuseppe Toffoli, nella doppia veste di amministratore di Censer e vicepresidente della Fondazione Cariparo, ha ricordato la storia passata e presente dell’ex zuccherificio, sottolineando la sua attuale evoluzione in “laboratorio di idee” grazie a La Fabbrica dello zucchero. “Sono iniziative che hanno i caratteri della nuova filantropia, ossia interventi di sostegno economico mirati, e non più a pioggia. Inoltre, i soggetti finanziati devono avere un’attitudine imprenditoriale ed esser capaci di sostenersi da soli: è un tipo di filantropia dove il privato viene coinvolto nel sostegno alla cultura, in un modello che è mancato in Italia e che si sta recuperando negli ultimi tempi”. L’autonomia gestionale di Fdz è stata segnalata anche dal vicesindaco, assessore alle Politiche culturali del Comune di Rovigo Roberto Tovo che ha apprezzato pubblicamente il Festival: “Una chiave di lettura nuova – ha detto – con cui leggere il presente, quella della sensibilità artistica. Il progetto La Fabbrica dello zucchero e questo Festival è un nuovo stimolo culturale per la città, che si apprezzerà sempre di più col tempo”.

Il coordinatore artistico di Tensioni 2019, Claudio Ronda, ha illustrato le ragioni dell’iniziativa. “Nello zuccherificio veniva generata energia dalle macchine che trasformavano le barbabietole in un prodotto raffinato, lo zucchero – ha ricordato Ronda – Il processo di trasformazione è la metafora che ci piace utilizzare per qualificare il ruolo dell’artista, che parte dall’esperienza e dalla realtà per raffinare e restituire allo spettatore la sua visione del mondo. Un mondo complesso dove nuovi linguaggi ridefiniscono l’arte e la tecnologia condiziona ogni forma comunicativa. In questo Festival ci interroghiamo sul presente attraverso la visione di tutti i protagonisti, artisti, musicisti, performer, giornalisti, che portano i loro spettacoli, tutti multidisciplinari come commistioni di linguaggi e nei loro talk portano esperienza concretamente vissute”.

 

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