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ADRIA

Raid dei ladri nello stabilimento della morte

Catena spaccata e furto, allarme in città

Mauro Luise torna alla piena libertà

Lo stabilimento di Ca' Emo

Il sindaco di Adria Omar Barbierato rende noto di aver saputo dell’effrazione commessa da parte di ignote persone nello stabile della Coimpo. Persone che hanno rotto la catena dell’ingresso, penetrando nella struttura e portando via del materiale. ”Non sappiamo ancora, cosa esattamente sia stato rubato  - informa il primo cittadino - ma ne verremo a conoscenza nei prossimi giorni, in base alla relazione del custode delegato dal magistrato che lavorano in sinergia con le forze dell’ordine”.

In realtà, alcune indicazioni su quanto rubato sarebbero già a disposizione: un primo inventario, per forza di cose ancora provvisorio, parla di due porte di alluminio, del valore di 300 euro circa.

Lo stabilimento, dove lavoravano le società Coimpo e Agribiofert, fu teatro, il 22 settembre del 2014, di una devastante tragedia sul lavoro, con quattro operai che morirono fulminati da una nube tossica, generatasi, secondo quanto ricostruito nel corso delle lunghe indagini, mentre si stavano trattando fanghi con acido. Le due società, infatti, ricevevano fanghi, per esempio da depurazione, e li trattavano per renderli spandibili sui campi agricoli.

Per quell'episodio, è in dirittura d'arrivo il processo di primo grado, con sentenza attesa, da parte del giudice Nicoletta Stefanutti, per il prossimo 29 ottobre. Sono otto gli imputati, per i quali la pubblica accusa ha chiesto, complessivamente, una condanna a oltre 50 anni di reclusione (LEGGI ARTICOLO). Non è la prima volta che episodi di questo tipo si verificano nello stabilimento dismesso.

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