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DIRITTI ESCLUSIVI

Provincia pronta a denunciare i consiglieri pro pescatori

Convocato il consiglio provinciale con la delibera di proroga dei 15 anni. Ma anche se passerà, gli uffici invieranno tutto in Procura

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La sacca di Scardovari vista dalla spiaggia

Il presidente della Provincia, Ivan Dall'Ara, ha convocato il tanto atteso consiglio provinciale sui diritti esclusivi di pesca. All'ordine del giorno, la delibera di proroga della concessione dei diritti ai pescatori di Scardovari per i prossimi 15 anni. A portare in consiglio la lunga proroga che il Consorzio Cooperative dei pescatori del Polesine da tempo chiedeva, è il sindaco di Porto Tolle, Roberto Pizzoli sostenuto dai consiglieri provinciali Valeria Mantovan, Sara Mazzucato, Alberto Martello e Francesco Siviero. Si tratta, in poche parole, della possibilità di utilizzare le lagune di Scardovari per i prossimi 15 anni. Una attività che in questi anni è stata vitale per 1500 pescatori e le loro famiglie, che sulla coltura, allevamento e pesca delle vongole hanno costruito l'indotto di una intera comunità.

Questa mattina il presidente Ivan Dall'Ara ha firmato la convocazione del consiglio provinciale per venerdì 18 alle 11. Baseranno 5 consiglieri più il presidente per garantire il numero legale e quindi la trattazione e il voto della delibera. Allegata alla proroga dei 15 anni, come tra l'altro già promesso, c'è il parere negativo del direttore generale della Provincia oltre, pare, a quello della ragioneria. Anche questo negativo. Qualora la delibera ottenesse il voto favorevole, la Provincia dovrà inviare la carte in Regione che avendo ripreso la delega alla pesca, ha l'onere di firmare le autorizzazioni. Come in questo caso. 

Contemporaneamente, però, sempre come promesso, il direttore generale conferma che manderà la delibera anche in Procura e all'Anac, ovvero l'Autorità nazionale anti corruzione. E l'altra incognita poi resta un possibile ricorso. Visto che la Provincia aveva già ricevuto una diffida dalla agenzia Delta Immobiliare alla proroga dei tre anni (che portò al ritiro della stessa), è possibile ipotizzare che anche questa volta la agenzia in questione faccia ricorso, e questa volta al Tar. In questo caso il rischio potrebbe essere la "sospensiva", ovvero che il tribunale amministrativo blocchi tutto fino alla sentenza e impedisca, quindi, di fatto, l'utilizzo delle lagune per molti mesi. Questo sarebbe un disastro per l'economia di una intera comunità e la vita di 1500 pescatori e famiglie che altro non hanno che questa attività che li sostenta da anni.

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