you reporter

REGIONE DEL VENETO

La lotta contro la piaga del gioco continua

L’assessore regionale Manuela Lanzarin difende il provvedimento adottato dalla giunta che istituisce tre fasce orarie di stop obbligatorio per apparecchiature e punti gioco

51498

L'assessore regionale al sociale Manuela Lanzarin

"Nessun favore alla lobby dell’azzardo: la Regione Veneto sta utilizzando tutti gli strumenti legislativi disponibili per aiutare i Comuni a contingentare punti di gioco e orari e arginare così il più possibile la ‘piaga sociale’ dei giocatori patologici. Ricordo che le direttive nazionali prevedono per le macchinette (Slot, Vlt e Awp) non più di 6 ore di interruzione obbligatoria al giorno. La legge veneta, con il provvedimento ora adottato dalla Giunta regionale del Veneto, aiuta a uniformare in tutto il territorio regionale gli orari di chiusura obbligatoria,  per evitare che i giocatori migrino da un comune all’altro per soddisfare il proprio bisogno compulsivo". L’assessore regionale alla sanità e al sociale, Manuela Lanzarin, difende la ‘ratio’ del provvedimento adottato dalla giunta (e ora al vaglio del Consiglio veneto) che istituisce tre fasce orarie di stop obbligatorio per apparecchiature e punti gioco, uguali in tutto il territorio regionale: dalle 7 alle 9 del mattino, dalle 13 alle 15 e dalle 18 alle 20. Tre fasce individuate ascoltando esperti, addetti ai lavori e autorità locali, al fine di tutelare le categorie più a rischio (minori, casalinghe, disoccupati, anziani) riducendone l’esposizione al richiamo delle slot.

"La delibera di giunta prevede testualmente  che i comuni ‘possano aggiungere alle predette fasce orarie anche ulteriori fasce orarie di chiusura, anche in relazione alla situazione locale’ – aggiunge l’assessore – Rafforza quindi  la possibilità degli enti locali di dare una ‘stretta’ all’accesso delle slot machines. Chi, tra i consiglieri regionali, ci accusa di aver adottato un provvedimento troppo  morbido e accondiscendente nei confronti dell’industria del gioco, evidentemente non ha ancora letto la nostra delibera e dimostra di non conoscere il quadro regolatorio nazionale, frutto dell’accordo raggiunto nella  Conferenza unificata del 7 settembre 2017. Un accordo nel quale la Regione Veneto ha difeso, a gran fatica, la possibilità degli enti locali di applicare misure più restrittive e di difenderle in sede giudiziaria dagli immancabili ricorsi intentati dall’industria del gioco”.

"Se i  rappresentanti del  Movimento 5 Stelle, che sono forza di governo,  hanno veramente a cuore la salute pubblica – conclude l’assessore - perché non fanno approvare  norme nazionali più severe, che consentano a Regioni e Comuni di spegnere  le ‘macchinette mangiasoldi’ e contrastare con più efficacia il gioco patologico? Evidentemente  gli incassi garantiti dall’industria del gioco contano di più della salute dei cittadini e del benessere delle comunità".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: Teatro Sociale di Rovigo
speciali: Camera di Commercio e Cna: un mondo di opportunità per le imprese

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl