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VILLADOSE

"La multinazionale mi attacca perché non ho benedetto la nuova sede"

Incredibile caso in paese, il sacerdote don Carlo Marcello lo segnala sulle pagine del periodico parrocchiale

"La multinazionale mi attacca perché non ho benedetto la nuova sede"

don Carlo Marcello

VILLADOSE - Una vicenda portata alla luce da don Carlo Marcello, parroco di Villadose, sul numero di novembre del periodico parrocchiale "L'Araldo". Il sacerdote segnala di essere stato trattato con estrema durezza, via telefono, dalla direzione di Fresenius Kabi, lo stabilimento farmaceutico insediato in zona industriale e facente parte di una multinazionale del settore.

Stabilimento che da tempo è al centro di polemiche, alla luce delle lamentele di parte della cittadinanza che, continuando a lamentare i cattivi odori che periodicamente si avvertono, ipotizza che vi possa essere un collegamento tra le attività della zona industriale e quelle emanazioni. Per quanto, a oggi, non vi siano prove dirimenti.

A irritare i vertici dell'azienda, sarebbe stata la decisione del parroco di non intervenire alla cerimonia di inaugurazione per impartire la benedizione, come riporta il quotidiano Il Resto del Carlino, proprio sulla base di quanto scrive il parroco sul periodico parrocchiale. Qui di seguito il testo della sua comunicazione ai fedeli. La fonte è, appunto, il periodico parrocchiale "L'Araldo".

Lo stesso parroco, però, segnala di essere stato anche al centro delle critiche perché non avrebbe partecipato alla Giornata del creato, quest'anno appunto collegata con forza a temi ambientali, nonostante avesse avvisato che, quel giorno, era impegnato nel viaggio di ritorno da Lourdes. Una situazione, insomma, per nulla serena.

Ho provato in tutti i modi a rimanerne fuori, ma nei mesi di settembre-ottobre appena trascorsi, sono accaduti
fatti che mi hanno coinvolto e amareggiato. Venerdì 30 Agosto, in vista dell’annuale Festa del Creato promossa da Papa Francesco e dalla Conferenza Episcopale Italiana, ho presieduto una Veglia di preghiera in
Chiesa a Villadose alla quale hanno partecipato oltre cinquanta persone. La mia opinione è che non si può
affrontare una simile emergenza senza un ritorno alla fede e alla preghiera. Noi non siamo padroni di nulla,
anche se responsabili delle scelte che facciamo nei confronti dell’ambiente in cui viviamo. C’è stata poi la
Giornata Diocesana per il Creato a Ca’ Emo il 13 settembre; poiché sapevo di non poter partecipare, perché
quel giorno ero di ritorno da Lourdes, avevo caldeggiato una presenza qualificata all’evento, pubblicizzato sia
sul Foglio settimanale che nel Sito internet della Parrocchia.

In questa circostanza, in mia assenza, sono stato pesantemente attaccato e accusato di non prendere posizione sui temi ambientali. Non si apprezza il Parroco Don Carlo quando propone una Veglia di preghiera per il Creato ai suoi parrocchiani e, al contempo, si crea una polemica perché non scende in piazza. Ci sono stati poi degli interventi degli Organi preposti alla tutela della salute pubblica che hanno individuato delle responsabilità per gli odori molesti, e hanno ingiunto, a chi è responsabile di questi fatti, di prendere i dovuti provvedimenti per far cessare il disagio dei cittadini. Anche il Consiglio Comunale di Villadose ha recentemente deliberato nel merito.

In mezzo a questo clima, già così poco favorevole, è arrivata la richiesta, da parte della Direzione della Fresenius Kabi, di presenziare all’inaugurazione del nuovo stabile per la ricerca di farmaci contro il cancro. Mi veniva chiesto semplicemente di dare la Benedizione ma, per la prima volta in vita mia, ho declinato l’invito perché, a mio giudizio, non esistevano le condizioni di serenità per procedere ad un gesto così significativo, ad alto rischio di facili strumentalizzazioni. Questo diniego ha provocato le ire della Direzione di Fresenius Kabi, che mi ha trattato molto pesantemente per via telefonica.

Poiché non è stato possibile fare una conversazione costruttiva e serena, approfitto de’ L’Araldo per dire al
Board della Multinazionale Fresenius Kabi Italia: noi siamo grati a tutti voi per l’impegno che profondete sul
nostro territorio, per l’incremento dell’occupazione passata da 140 a 290 occupati, per il tipo di attività che fate
producendo antibiotici per la tutela della nostra salute e, ora, anche per il nuovo Centro che porterà a Villadose gruppi di ricercatori da tutto il mondo, ma sembra a me - povero prete di campagna ignorante di strategie
industriali – che si dovrebbe sviluppare anche il rapporto con il territorio e la gente che lo abita, e cioè quel
“capitale sociale” che è il bene più prezioso di un’azienda, soprattutto in questi tempi di estrema sensibilità sui
temi ambientali. Gli “Stakeholder” non sono solo gli operai, i fornitori, l’Amministrazione Pubblica, ma anche le
persone che abitano il territorio all’interno del quale si svolge l’attività industriale, e se il territorio è in sofferenza,
questa Azienda, anche se è una Multinazionale, deve farsene carico, senza chiudersi nel suo bunker. Io sono
veramente preoccupato per la violenza verbale che ho sperimentato, ed è per questo che dico: fermatevi e
ragionate! l’accanimento e l’arroccamento non porta a nulla di buono!

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