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30 anni dalla caduta del muro di Berlino

Il giorno che cambiò il mondo

Marangon: “L’inizio della fine”. Crivellari: “Ricordo i tg della Gruber”

Il giorno che cambiò il mondo

Tutti ricordano cosa stavano facendo quando appreso della caduta del Muro di Berlino, uno di quegli eventi che hanno fatto la storia. E mai come in questo caso si può davvero dire che niente fu mai più come prima. Ieri è stato il 30esimo anniversario dei quel giorno straordinario, quando Berlino cessò di essere spaccata in due, e che diede inizio alla fine della Guerra fredda e della Cortina di ferro. Ed anche chi allora già ricopriva posizioni di rilievo ricorda quel giorno.

Renzo Marangon il 9 novembre 1989 era assessore comunale a Rovigo, e ricopriva incarichi dirigenziali nella Dc polesana. “Come non ricordare quell’evento - racconta - io come tanti altri rimasi incollato davanti alla televisione. Non c’erano ancora Internet, i social, c’erano solo i tg della Rai e ricordo bene le immagini di tutta quella gente che saliva sul muro, lo prendeva a picconate. Era il trionfo della libertà, la fine di un regime. Che però per tramontare definitivamente impiegò altri due anni, perché il tentativo di golpe in Urss fu nel 1991”.

Chi nel 1989 aveva 14 anni è Diego Crivellari, esponente del Pd: “Di quella sera - racconta - ricordo lo speciale sulla Rai con il volto di Lilli Gruber. Io e la mia famiglia eravamo quasi increduli nel vedere il muro riempirsi di persone, fu una rivoluzione pacifica. E fu la fine di un regime e l’inizio della caduta dei totalitarismi in Europa. Allora cominciavo ad interessarmi di politica, in casa mia si è sempre respirata aria di sinistra, ma una sinistra libertaria, democratica e quel giorno fu vissuto con grande soddisfazione".

Leonardo Raito, sindaco di Polesella e neoesponente di Italia Viva, sottolinea che quel 9 novembre 2019 “ero molto giovane, ma ricordo la percezione del fatto che stavamo vivendo un momento determinante. Ricordo le immagini televisive dei pezzi di muro che venivano abbattuti e la tante persone accalcate ai varchi dell’allora frontiera fra Berlino Est e Berlino Ovest. Gli abbracci di chi era separato dal muro e non si vedeva da anni".

Quel giorno aveva 20 anni Piergiorgio Cortelazzo, deputato e commissario polesano di Forza Italia: “In quel periodo ero già impegnato in politica, e da uomo di destra provai grande soddisfazione alla vista di tutta quella gente che poteva finalmente passare dall’Est all’Ovest. La caduta del Muro fu la caduta di un regime repressivo. Negli ultimi 50 anni abbiamo vissuto pochi momenti con la portata storica di quel 9 novembre, e quel giorno io ne avvertii l’importanza, anche perché a cascata poi sarebbero crollati gli altri regimi dell’area sovietica".

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