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PORTO TOLLE

Hanno perso tutto. Catastrofe senza precedenti

Il primo bilancio dei danni è pesantissimo. Partita la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità

L'incubo è cominciato nella tarda serata di ieri, quando vento forte e acqua hanno cominciato a sferzare la sacca degli Scardovari, cuore pulsante dell'economica basata sull'allevamento e sulla pesca dei molluschi. Al mattino, la conferma: per i pescatori del luogo è stato il peggiore disastro che si ricordi. Una cinquantina le cavane - ossia i ricoveri per le barche e per le attrezzature - devastate dal maltempo, rase al suolo, distrutte, con l'acqua che si è portata via gran parte delle attrezzature.

Il sindaco Roberto Pizzoli per tutta la notte ha seguito l'evolversi della situazione e, al mattino, ha cominciato un giro che, purtroppo, ha confermato le peggiori ipotesi. I danni sono devastanti. "Sono appena tornato a casa - scriveva notte - mi scuso se non sono riuscito a rispondere a tutti, ma con in magone in gola sono stato in Sacca, tra la mia gente che in poche ore ha visto scomparire le fondamenta del suo lavoro. Questa volta è peggio dello scorso anno, il vento con l'alta marea ha fatto un disastro, domani mattina con la luce inizieremo la conta, sono già in contatto con le istituzioni. Domani la pesca è sospesa per il resto del Paese torniamo alla normalità. Protezione Civile e Polizia Locale allertate, l'Aipo segue la piena. Sono amareggiato ma so che anche questa volta ci rialziamo e a tutti coloro che ho visto affranti ho solo detto che non siete soli".

La prima conta dei danni ha condotto ad avviare immediatamente la richiesta dello stato di calamità. Nel Comune di Porto Tolle il sindaco Pizzoli, i rappresentanti del mondo della pesca, l'assessore regionale Colrazzari hanno fatto il punto su quanto avvenuto nella notte, con il maltempo e le mareggiate che hanno distrutto gran parte di capanni e attrezzature da pesca. Il sindaco ha anche annunciato che "oggi la pesca è ferma. Molti pescatori hanno perso attrezzature e barche. Siamo tutti amareggiati perché è la terza volta che succede in poco tempo. Avviata la pratica per il riconoscimento dello stato di calamità".

Il Presidente della Provincia Ivan Dall’Ara all’estero per motivi familiari, appresa la notizia del disastro che ha colpito le genti del Delta ed in particolare le strutture dedite alla pesca, si è subito messo in contatto con i sindaci del Delta ed in particolare con il sindaco di Porto Tolle, dove oltre a manifestare la propria solidarietà e vicinanza si è reso disponibile anche a nome del consiglio provinciale ad intraprendere insieme tutte le iniziative politiche ed amministrative per cercare di riportare la normalità nelle zone disastrate.

Di seguito la nota di Coldiretti Rovigo.

Il maltempo arrivato nella notte tra il 12 e il 13 novembre ha portato seri danni a Porto Tolle, più precisamente nella frazione di Scardovari, come dimostrano le foto allegate. Acqua alta, raffiche di vento e pioggia hanno colpito duramente la via della Sacca degli Scardovari dove si trovano i capanni dei pescatori.
 
Il presidente Carlo Salvan e il direttore Silvio Parizzi di Coldiretti Rovigo si sono recati in mattinata sulla zona colpita constatando l'entità dei danni. "Da tempo la Coldiretti denuncia che siamo nel mezzo di un vero cambiamento climatico - affermato Salvan e Parizzi - e i fenomeni cosiddetti estremi si fanno sempre più frequenti e violenti. La preoccupazione non si ferma solo ai danni visibili oggi sul litorale, perché la conta non è ancora finita. A causa delle condizioni meteo avverse non si può ancora verificare la situazione della semina delle vongole e degli impianti delle cozze. Proprio in questo periodo i nostri molluschicoltori si stavano preparando per le forniture natalizie, perché proprio a dicembre c'è il clou delle vendite. Questa ondata di maltempo sta mettendo in serie difficoltà il comparto".
 
Da un primo bilancio la zona più colpita è quella della Sacca degli Scardovari, ma numerosi danni si sono verificati anche nella zona di pesca di Rosolina e Porto Caleri. Durante la notte più fenomeni si sono uniti nello stesso momento: l'alta marea con onde altissime, il vento forte e la pioggia battente hanno dato all'acqua la potenza e prepotenza di abbattere i ricoveri dei pescatori chiamati in gergo 'cavane'. Oltre alle strutture sono state colpite anche le imbarcazioni e gli strumenti di lavoro dei pescatori.
 
"Purtroppo non è la prima volta che succede - commenta Alessandro Faccioli, responsabile Coldiretti impresa pesca Rovigo -, anche lo scorso anno la mareggiata ha colpito la stessa zona, ma stavolta la forza del fenomeno climatico è stata ancora più devastante. Ogni volta che accade qualcosa del genere si raggiunge un picco massimo mai visto prima. La pesca e i suoi lavoratori hanno bisogno di tutela e in questo caso di aiuti per ricostruire, perché si tratta per alcuni di ripartire da zero. Siamo in contatto con l'amministrazione locale e al fianco dei pescatori per trovare una soluzione per riportare la situazione lavorativa come prima del maltempo".

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