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ASSEMBLEA DEI SINDACI

Consvipo, decidono su come spendere i vostri soldi a porte chiuse

Per prima cosa i sindaci hanno deciso di chiudere le porte dell’aula consiliare per procedere non in seduta pubblica, alla faccia della trasparenza e di chi voleva capire quello che succedeva al vertice

Il Consvipo ancora in alto mare, ma non si tratta di uno stallo che possa portare ad un approdo sicuro, bensì ad una deriva dove come finale sembra esserci solo un naufragio. E così oggi i soci-sindaci del Consorzio di sviluppo si sono ritrovati per l’ennesima volta senza concludere alcunché. Nessuna soluzione, nessuna via d’uscita, né per mantenere in piedi quello che molti definiscono un baraccone, né per liquidare un ente che appare sempre più lontano dalla sintonia della maggior parte dei sindaci. Di certo ci sono solo i debiti, e l’indisponibilità della provincia a versare le proprie quote, tanto che la il suo debito nei confronti del Consorzio, decapitato, cioè senza cda da settimane, ammonta a quasi 800mila euro. Con la prospettiva, nel prossimo anno di vedere questo segno rosso superare il milione.

Ma sono gli stessi sindaci a non avere un rotta univoca: c’è chi vuole liquidare l’ente, chi vuole mantenerlo in vita con chissà quali alchimie, e poi la maggioranza, a cui, probabilmente, gliene frega poco o niente. E quindi alla fine tutto è stato rimandato ad un nuovo appuntamento, da convocare prima di Natale.

Oggi all’assemblea dei sindaci soci del Consvipo c’erano i rappresentanti di una quarantina di Comuni. Per prima cosa, però, l’assemblea ha deciso di chiudere le porte dell’aula consiliare per procedere non in seduta pubblica, alla faccia della trasparenza e di chi voleva capire quello che succedeva al vertice. E qualcuno ha pure sottolineato, con una dose di sarcasmo, che evidentemente del Consvipo ci si vergogna così tanto da non far vedere come si procede. E che sia un procedere a tentoni è ormai chiaro a tutti.

A metterci subito il carico da 90 è stato il presidente della provincia Ivan Dall’Ara che ha spiegato che palazzo Celio è in difetto per circa 760mila euro con le casse di Consvipo (non paga la quota ormai da tre anni) e che per il 2019 riuscirà solo a versare un piccola parte, circa 50mila euro, mentre per il prossimo anno dalle casse di via Celio non uscirà il becco di un quattrino per il Consorzio di sviluppo. Non ancora decollata, inoltre, l’operazione della cessione del piano della sede provinciale di viale Della Pace per la quale non c’è ancora nessuna intesa, nonostante fosse annunciata, nei mesi scorsi, come la panacea dei mali Consvipo.

Nel corso del confronto sono state avanzate varie proposte, anche se nessuna dotata della bacchetta magica per sbloccare la situazione. Il sindaco di Polesella Leonardo Raito, che assieme a Vinicio Piasentini di San Martino sostiene la liquidazione, ha proposto uno studio tecnico per definire tempi, costi e modalità di una possibile chiusura del Consorzio.  Il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo, invece, resta fermo sulla sua disponibilità ad arrivare ad una quota annua di 100mila euro fa versare al Consvipo (ora la quota è di circa 70mila euro), un’operazione che però arriverebbe a far avere al Comune capoluogo, a seguito di una riduzione di tutte le partecipazioni dei soci, la maggioranza relativa delle quote, con oltre il 40%. Cosa che però, rischierebbe di ritorcersi contro in quanto in caso di liquidazione successiva, a palazzo Nodari toccherebbe anche il 40% dell’intera esposizione debitoria del Consorzio. Insomma la confusione è ancora tanta e la linea da intraprendere ancora totalmente avvolta dalla nebbia. Una foschia che persiste da anni e che nessuno riesce, pur volendo, a diradare.
Prima della nuova riunione, infine, il presidente della Provincia darà mandato di una nuova (l’ennesima) verifica per dipingere i due scenari possibili, quello che prevede la chiusura del Consorzio di sviluppo, e quello che prevede la sopravvivenza. Senza contare che a gennaio dovrebbe arrivare il pronunciamento del giudice sul lodo arbitrale che mette uno contro l’altro Consvipo e Provincia su statuto e pagamenti arretrati. Se non è accanimento terapeutico questo....

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