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Mercatone, notizia shock: né mobili né risarcimenti a chi attende

Lo ha scritto il curatore fallimentare. E delle offerte di acquisto, nessuna riguarda tutti gli stabilimenti della catena

Mercatone Uno al via il rilancio con Shernon Holding

Mercatone Uno, in Polesine, ha una sede a Santa Maria Maddalena

E' vero che ci sono 14 soggetti interessati all'acquisto della catena del Mercatone Uno, ma lo è altrettanto, secondo gli aggiornamenti che giungono, che nessuna di queste offerte sarebbe relativa alla totalità degli stabilimenti della catena, vale a dire 55 a livello nazionale. A mitigare, almeno a livello locale, questo sviluppo, il fatto che la sede polesana di Santa Maria Maddalena, così come le altre tre in Veneto, risulti oggetto, a quanto emerso nell’ultima riunione al ministero del tavolo che sta seguendo la vicenda, di varie proposte di acquisizione.

Per i clienti, invece, arriva una notizia molto pesante, per quanti avevano già versato quanto dovuto per l'acquisto di vari mobili e sono stati colti in questo "limbo" dal fallimento della catena: al momento, non riceveranno né i mobili ordinati, né la restituzione di quanto avevano pagato.

Lo ha scritto il curatore fallimentare, per fare chiarezza sulla situazione di quei soggetti che hanno fatto acquisti e ordini quando ancora i negozi erano aperti, per poi vedere la procedura rimanere bloccata, causa l'avvio del fallimento. Si parla, secondo le stime, di oltre 10mila ordini a livello nazionale. A quanto scrive il curatore, la crisi che ha colpito la Shernon, ossia la holding che gestiva i Mercatone Uno, ha reso impossibile proseguire gli approvvigionamenti e questo, quindi, ha precluso ogni possibilità di evadere gli ordini pendenti. I contratti sono considerati, a questo punto, nulli dal contraente.

L'unica speranza - per modo dire - a questo punto per i clienti appare quella di prendere parte alla procedura di fallimento, insinuandosi come creditori. Con la prospettiva ben chiara, però, che non saranno certo tra quelli privilegiati, come lavoratori e fornitori, cioè non riceveranno per primi soddisfazione per i propri crediti. Si tratta di una strada quasi disperata.

All’ultimo incontro al ministero, i tre commissari che stanno seguendo l’amministrazione straordinaria hanno reso noto di aver chiesto al ministero la proroga del proprio incarico (in scadenza il 31 dicembre), con conseguente proroga degli ammortizzatori sociali. Al tavolo ministeriale l’assessore del Veneto Elena Donazzan, da parte sua ha rimarcato l’esigenza di garantire massima attenzione e vigilanza da parte di tutti i soggetti preposti, affinché non abbia a riproporsi, in questa fase di individuazione degli acquirenti.

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