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SANITA' E SORRISI

La medicina dello spirito arriva in ospedale: la musica

Ad aprire il bellissimo concerto di Natale del coro che porta il nome di suo figlio è stato il padre di Anton

Da un’adozione in Siberia, a una malattia da combattere che si trasforma in forza e in gioia di vivere, lacrime e forza di volontà di vita. Così Carlo Mussi, padre di Anton apre lo straordinario concerto del coro che ha il nome di suo figlio, affetto dalla sindrome di Duchenne. Grande emozione nella hall dell’ ospedale di Adria dove, domenica 15 dicembre 2019 durante l’esibizione del coro Anton di Treviso nell'ospedale di Adria nel contesto dell’iniziativa: Viaggio nella musica, la medicina dello spirito.

Musica e teatro negli ospedali per le festivita’ natalizie sono state portate grazie a una sinergia tra Regione Veneto, Arteven, e aziende sanitarie. In questo cammino di dolcezza e speranza sono coinvolti 42 Comuni e 21 strutture sanitarie del Veneto. Il coro ha interpretato magistralmente le loro canzoni , musicate e scritte dal gruppo coristico. Tra i brani più emozionanti "la vita è bella", "il cerchio della vita", "parent", "girotondo".

Questo coro è composto da mamme, papà, insegnanti e ha una storia di meravigliosa solidarietà: è nato cogliendo l’appello lanciato dai genitori di Anton, un ragazzino affetto dalla distrofia di Duchenne. È una realtà amatoriale, nata poco più di un anno fa, dalla volontà di superare il sentimento di impotenza che spesso sconvolge le famiglie che convivono con la malattia dei figli, dando un contributo alla ricerca. "Lo spettacolo dal vivo è un momento di aggregazione culturale e sociale di grande valore, uno strumento prezioso di coesione e solidarietà, rafforzato in questo caso dallo spirito natalizio, che vogliamo diffondere negli spazi della nostra azienda sanitaria - Spiega il Direttore Generale dr. Antonio Compostella - il primo compito del sistema sanitario è curare, nel migliore dei modi possibili, chi soffre. Ma la salute non è solo un dato meramente fisico, bensì coinvolge tutto il nostro essere. Porte aperte, quindi, nei nostri ospedali a quelle realtà associative e a quei volontari che offrono cuore, empatia e arte per regalare un sorriso a chi sta vivendo una fase difficile della propria vita e a chi lotta ogni giorno per vincere dolore e malattia".

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