VOCE
CARABINIERI
18.01.2020 - 09:48
Conclusa nella giornata di venerdì 17 gennaio la prima sessione dell'Operazione "Delta 2020", che ha coinvolto i Carabinieri Forestali dei Gruppi di Rovigo e Venezia, con il supporto del Soarda di Roma, finalizzata al contrasto del bracconaggio nel Delta del Po e nella laguna veneta.
I militari sono stati impegnati in due giorni di controlli notturni e diurni negli ambienti lagunari e lungo gli scanni deltizi delle due Provincie di Rovigo, Padova e Venezia, dove hanno sorpreso e denunciato 7 cacciatori che, secondo le contestazioni, esercitavano attività venatoria con ausilio di potenti richiami elettronici vietati, tre dei quali avevano anche armi modificate in modo da contenere più di tre colpi.
Eseguite anche le perquisizioni domiciliari dove sono stati rinvenuti e sequestrati a carico di un soggetto residente nel Comune di Campagna Lupia (Venezia), tre esemplari di columbidi non cacciabili e una moretta codona impagliata, esemplare particolarmente protetto per il quale il detentore non possedeva alcun titolo di detenzione.
Sequestrati complessivamente 8 fucili, 66 munizioni spezzate, 4 richiami elettronici vietati, 4 altoparlanti, 8 anatre, 2 tortore dal collare, 1 piccione domestico, 1 esemplare di moretta codona impagliato, 2 torce elettriche.
In particolare 3 cacciatori sono stati sorpresi all'interno di un capanno sito in un noto scanno del Comune di Porto Tolle, dove sono stati osservati dai militari mentre utilizzavano ripetutamente richiami elettronici potentissimi, espressamente vietati dalla vigente normativa e con fucili modificati per esplodere più dei tre colpi, quantitativo superiore a quello consentito dalla vigente normativa.
Gli altri quattro cacciatori sono stati invece denunciati in Provincia di Padova, mentre cacciavano illegalmente in un capanno da caccia sito nella laguna veneta, anche questi sorpresi ad utilizzare richiami elettronici per attirare tra l'altro anche specie protette come le oche selvatiche. Le perquisizioni domiciliari condotte nei Comuni di Campagna Lupia, Mira e Campolongo Maggiore in Provincia di Venezia hanno poi consentito di individuare e sequestrare un esemplare impagliato, particolarmente protetto, di moretta codona, oltre a due tortore dal collare e un piccione abbattuti e congelati, specie non cacciabili.
Tutti gli indagati rischiano le pene previste dalla legge 157/1992 per aver utilizzato mezzi e richiami non consentiti dalla normativa vigente, per uno dei cacciatori si aggiunge la pena prevista per la detenzione di specie particolarmente protetta che prevede fino a 8 mesi di arresto.
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