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IL CASO

“Mi farò esplodere in nome di Allah”

Uno dei bambini l’ha raccontato ai genitori, che hanno avuto conferma dagli altri piccoli

“Mi farò esplodere in nome di Allah”

“Andrò in Siria a combattere con mio zio, e quando sarà il momento mi farò saltare in aria in nome di Allah”. E’ quello che un bimbo di undici anni di origine marocchina ha più volte sbandierato in mezzo ai suoi amichetti a scuola, fino a quando non è venuto all’orecchio di un genitore.

La segnalazione è arrivata ieri, giorno in cui un genitore ha denunciato il fatto spiegando per filo e per segno quanto figlio e amichetti del figlio gli avevano raccontato.

Una vicenda che avrebbe dell’incredibile se non si sapesse come, purtroppo, tra i gruppi estremisti islamici il reclutamento dei bambini fin dalla più tenera età sia all’ordine del giorno. Lo confermano la storia, le notizie che tutti i giorni riempiono le pagine dei giornali e le cronache dei telegiornali.

“Questo è un bimbo di 10 anni che mi auguro non capisca cosa dice ma che purtroppo cresce in un ambiente di odio verso chi lo ospita” racconta il genitore in un lungo post sui social network.

Il genitore oggi andrà dalle maestre per segnalare la questione, oltre che essere andata già dai Carabinieri. Da quanto si apprende il bimbo vive con i fratelli, più piccoli e più grandi, e con la madre, mentre il padre è a lavorare all’estero, in Francia.

E’ evidente, da quanto sottolineato nel post, che le maestre non sono a conoscenza di questo episodio, che rimane piuttosto grave poiché sembra chiaro non si tratti di una fantasia nata dal nulla, ma ovviamente instillata nell’incolpevole piccolo dal mondo che ha attorno.

Sarà sicuramente la Digos a indagare sulla vicenda, come del resto toccherà ai servizi sociali e al Tribunale dei minori valutare se ci siano gli estremi per intervenire.

In Polesine la comunità islamica è molto ben integrata, ci sono diversi centri culturali dove si ritrovano per la preghiera. E non ci sono mai state intemperanze né segnalazioni particolari da parte delle forze dell’ordine.

Ma questo episodio, pur se riferito a un bambino, potrebbe far scattare l’allarme, anche per il fatto che il padre in Francia (dove gli attentati purtroppo non sono infrequenti) e lo zio in Siria (una delle zone più calde del Medio Oriente) sembrano campanelli d’allarme da non sottovalutare.

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