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CARABINIERI FORESTALI

"Siamo il regno dei bracconieri e nessun vuol fermare la strage di anatre"

La nota dell'associazione volontari contro il bracconaggio, "Serve un intervento deciso per salvare il Delta del Po"

“Sospendere per 5 anni i bracconieri”

Nuova operazione negli ambienti lagunari e lungo gli scanni deltizi delle province di Padova, Rovigo e Venezia. Questa volta ad intervenire sono stati i Carabinieri Forestali dei Gruppi di Rovigo e Venezia coadiuvati dallo speciale gruppo Soarda di Roma. "Ancora una volta- ha commentato il CABS, l'associazione di volontari esperti in antibracconaggio - si hanno cacciatori denunciati e sequestro di fucili semiautomatici a 4-5 colpi e di potenti richiami elettronici impostati su oche e anatre. Sono i due reati tipici delle zone lagunari venete, talmente diffusi da essere ormai praticamente considerati “la normalità".

"E se si è arrivato a questo è perché in tutta l’area che, oltre a essere un parco regionale, è l’area umida più importante d’Italia, i controlli sono quasi inesistenti e ai cacciatori di anatre è lasciata la libertà di infrangere sistematicamente le norme. Nelle ultime settimane, agli interventi dei Carabinieri Forestali si sono aggiunti, proprio nelle zone umide dell'ampio comprensorio, anche quelli della Polizia Provinciale di Rovigo e Ferrara. In alcuni casi - ricorda il CABS – non sono mancate sorprese che la dicono lunga sul ben ramificato sistema di caccia irregolare che vige nel delta, tra cui la presenza di vedette che, nottetempo, avvisano sulla presenza delle forze dell'ordine che, per aggirare l'ostacolo, sono dovute ricorrere a sistemi di avvicinamento silenzioso e invisibile".

"Innanzi a tale continuo stillicidio di notizie - ha concluso il CABS - vi è da chiedersi cosa aspettano i Carabinieri Forestali a mettere in piedi un servizio continuo e sistematico di sorveglianza in tutta l’area, al fine di riportare l’attività venatoria nell’alveo della legalità. E’ evidente che a livello locale non c’è interesse alcuno a fermare la strage di anatre che ogni anno si perpetra nella zona, nella maggior parte illegalmente. E’ necessario un forte intervento da parte di Roma, un’operazione “Delta del Po” con contingenti provenienti da fuori provincia sul modello delle storiche operazioni condotte nelle Valli Bresciane e sullo Stretto di Messina. Il delta è l’attuale ultima frontiera del bracconaggio".

 

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