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"Poli logistici ed e-commerce da regolamentare"

E' la chiara richiesta di Confesercenti Venezia Rovigo per "riequilibrare il mercato"

"Poli logistici ed e-commerce da regolamentare"

"Non vogliamo fare una battaglia ideologica al commercio elettronico, sarebbe come andare contro i mulini a vento, ma serve una regolamentazione per riequilibrare la tassazione online a quella del commercio tradizionale e far rispettare una normativa edilizia e urbanistica ai grandi poli logistici equiparandola a quelli della grande distribuzione".

Pochi concetti ma molto chiari quelli esposti dal direttore di Confesercenti Venezia Rovigo, Maurizio Franceschi, che ha ribadito la necessità di regolamentare in modo più preciso le autorizzazioni per l'insediamento dei poli logistici a servizio dell'e-commerce. Con lui la vicedirettore Antonella Savogin e il vicepresidente di Confesercenti Venezia Rovigo, Vittorio Ceccato.

"E' evidente come l'e-commerce si scontri col commercio tradizionale e con quello di vicinato - ha aggiunto Ceccato - con un impatto rilevante sotto molti aspetti. Per questo serve riequilibrare un sistema che attualmente penalizza solo una parte di questo settore".

"La mancanza di tassazione sulle transazioni online determina una concorrenza squilibrata nei confronti del negozio tradizionale - ribadisce Franceschi - l'arrivo dei grandi poli logistici, e di quelli via via più ridotti per poter garantire spedizioni sempre più veloci, è un altro aspetto da tenere in considerazione. Perché la crescita sempre più veloce dell'e-commerce è come quella in passato dei grandi centri commerciali, nati con lo stesso entusiasmo per l'occupazione che portava. Ma ci sarà solo un travaso di posti di lavoro, visto che la grande distribuzione avrà ricadute negative in questo senso. Inoltre rimarranno sempre più 'contenitori vuoti', ossia quei capannoni commerciali senza un'attività all'interno con le conseguenti problematiche di bonifica nel tempo".

"Senza dimenticare il grande consumo di suolo di questi poli logistici che non recuperano, appunto, aree già esistenti - conclude Franceschi - ma si insediano in nuovi terreni con una semplice Scia, mentre i capannoni che ospitano la grande distribuzione hanno bisogno di molti più permessi. E pagano pure più oneri. Non dimentichiamo, infine, l'inevitabile aumento del traffico che porteranno, con tir e furgoni che invaderanno le strade per garantire la consegna sempre più puntuale dei prodotti ordinati. Con aumento, ovviamente, anche dell'inquinamento, che fa il paio con la maggiore produzione di scatoloni di cartone da smaltire, che nelle grandi città sta diventando un serio problema".

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