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ALLARME CORONAVIRUS

Chiuso l'ospedale di Schiavonia. Primo morto. Cosa sappiamo e come comportarsi

I dati certi e i consigli di prudenza al termine di una giornata che ha portato l'allarme alle porte del Polesine

Al momento - verso le 23 - il dato certo è che l'ospedale di Schiavonia, appena 23 chilometri circa di distanza da Rovigo, è chiuso. Non si entra e non si esce. Si deve attendere che i circa 600 dipendenti in turno al momento della conferma dell'allarme coronavirus abbiano eseguito il tampone finalizzato ad accertare se vi sia o meno rischio che abbiano contratto il virus. I reparti sono chiusi, le forze dell'ordine presidiano la zona, dotate di mascherine, così come il personale all'interno del nosocomio.

IL POMERIGGIO E IL PRIMO ALLARME I primi sentori che qualcosa non stesse andando per il verso giusto sono arrivati verso le 16, quando in molti hanno notato come il personale stesse indossando le mascherine. A monte di tutto, la situazione di due anziani residenti nel Comune di Vo' Euganeo, sui colli, che erano stati degenti all'ospedale di Schiavonia, prima di venire trasferiti al reparto di Malattie Infettive di Padova. I primi due test sono risultati positivi al coronavirus, si attende l'esito del terzo. A questo punto, scattano le misure precauzionali. Il personale che stava per lasciare la struttura viene fermato, lo stesso per chi sta entrando. Sono necessari i controlli con i tamponi, per circa 600 persone.

IL PRIMO MORTO In tarda serata, è arrivata la triste notizia della morte dell'anziano di Vo' Euganeo che era stato contagiato dal coronavirus. Le sue condizioni, del resto, erano apparse serie sin dalle prime battute.

AVVISI AI PAZIENTI DIMESSI E ISOLAMENTO Sono anche stati contattati, a quanto si apprende, i pazienti che negli ultimi sei giorni avevano frequentato il pronto soccorso di Schiavonia, dal quale erano passati i due anziani di Vo' poi risultati positivi al test. E' stato loro chiesto di osservare un periodo di isolamento, a casa, di 15 giorni, in via precauzionale e onde evitare il diffondersi del virus. 

I SINTOMI DEL VIRUS E COSA FARE SE LI SI HA I sintomi del coronavirus sono una febbre alta che non risponde al normale trattamento del paracetamolo (aspirine e simili), tosse forte e una grave difficoltà a respirare. Se si pensa di averli e di riconoscerli, si deve chiamare il 118. E' consigliabile evitare, in questi casi, di affollare il pronto soccorso.

CONSIGLI DI PRUDENZA Ecco i consigli diffusi dall'Ulss: lavarsi spesso le mani; evitare contatti ravvicinate con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute (tosse); non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani; coprire bocca e naso se si starnutisce o tossisce; pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol; non prendere farmaci antivirali né antibiotici a meno che siano prescritti dal medico; contattare il numero verde 1500 in caso di febbre o tosse o di ritorno dalla Cina da meno di 14 giorni; usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assistono malati; i prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi; gli animali da compagnia non diffondono il coronavirus.

COSA SUCCEDE A ROVIGO Al momento, dopo le prime notizie, smentite, che parlavano di un possibile trasferimento di pazienti da Schiavonia a Rovigo, è stato chiarito che l'ospedale del capoluogo polesano svolgerà una funzione di supporto alle esigenze della Bassa Padovana, in questa fase. Prevedibile, quindi, un aumento degli accessi e dei tempi di attesa. Intanto, in città vengono annullate le prime manifestazioni che potrebbero essere occasione di aggregazione, come il Carnevale organizzato dalla parrocchia della Madonna Pellegrina, in Commenda.

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