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ROVIGO

"Diagnosi sbagliata", proscolti due medici

L'ipotesi accusatoria non ha retto

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Due medici all’epoca dei fatti - si parla dell’autunno del 2017 - in servizio all’ospedale di Rovigo, sono stati prosciolti nella giornata di ieri, dal giudice per le udienze preliminari. A monte di tutto, ci sarebbe il decesso di un paziente, residente in Bassopolesine, avvenuto nel novembre di quell’anno.

Secondo la tesi accusatoria, che non ha retto neppure il vaglio dell'udienza preliminare, alcuni preunti errori diagnostici avrebbero fatto imboccare quel sentiero poi conclusosi nel peggiore dei modi, ossia col decesso del paziente. L’ipotesi della Procura ruotava attorno a quelli che sarebbero, sostanzialmente, errori diagnostici avvenuti in fase di consulenze sul malato. Colpa medica, in altri termini.

In buona sostanza, al paziente sarebbe stata diagnosticata una meningite da candida, laddove le caratteristiche avrebbero dovuto fare propendere, perlomeno secondo la ricostruzione dell’accusa, per una meningite batterica, per la quale si sarebbe dovuta, quindi, prescrivere una adeguata terapia. In realtà, come detto, non sarebbe avvenuto così, tanto che, a circa due mesi dalla prima consulenza, si sarebbe arrivati alla morte del paziente.

Una ricostruzione dei fatti che, però, non ha superato la fase dell'udienza preliminare, col giudice che ha ritenuto di prosciogliere da ogni ipotesi di responsabilità i due.

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