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ALLARME CORONAVIRUS

C'è il primo caso di contagio in Polesine

Si tratta di una persona ricoverata in ospedale

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E' arrivato anche in Polesine: c'è il primo caso di positività al coronavirus. Si tratta di una persona ricoverata in ospedale a Rovigo il cui tampone è risultato positivo. Alle 15 la direzione generale dell'Ulss 5 Polesana ha convocato un incontro con la stampa per i maggiori dettagli del caso. Si tratterebbe, secondo le prime informazioni, di un uomo, abbastanza giovane, quanto a età, che nei giorni scorsi avrebbe frequentato la zona di Vo', per una cena assieme al datore di lavoro.

Una informazione che - doveroso precisarlo - non deve minimamente modificare lo scenario attuale, ossia di una situazione sotto controllo, né giustificare allarmismi che sarebbero del tutto fuori luogo. La situazione è sotto controllo e una positività non equivale in alcun modo a condizioni di salute gravi. E' perfettamente normale trovare delle positività al contagio se le si cercano.

Siamo, come è stato ricordato, nella fase iniziale del contagio, con numeri che sono destinati ad aumentare, fisiologicamente. Per la grandissima parte dei contagiati, come stanno testimoniando anche le prime persone guarite, la patologia si risolve in qualcosa di analogo a una influenza. Come in altre patologie, per esempio il West Nile, risultano invece particolarmente esposte persone le cui difese sono parzialmente compromesse, per età molto avanzata o per patologie pregresse.

Ripetiamo alcune precauzioni e avvertenze che è necessario possedere. 

PRECAUZIONI PER LA PREVENZIONE. Ecco le misure igieniche di prevenzione per il contagio: lavarsi le mani, spesso, si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici palestre supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione soluzioni idroalcoliche. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, non toccarsi gli occhi, il naso  la bocca e le mani, coprirsi bocca e naso, se si starnutisce o tossisce, non prendere farmaci antivirali, né antibiotici, a meno che non siano prescritti dal medico, pulire le superfici con disinfettanti, a base di cloro e alcol, usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assistono persone malate.


COSA FARE IN CASO DI SINTOMI. La Regione, l’Ulss e l’Ordine dei medici raccomandano di evitare il ricorso al pronto Soccorso e di sostare negli studi dei Medici. In caso di comparsa dei sintomi, non muoversi dal proprio domicilio e telefonare invece al proprio medico curante che potrebbe dare tutte le indicazioni del caso. E’ inoltre a disposizione il 118 e per informazioni il numero verde della Regione Veneto 800462340.

RACCOMANDAZIONI PER CHI E' STATO NELLE ZONE DI CONTAGIO Come ha ricordato l'Ulss 5, sui propri canali social, in giornata, probabilmente anche alla luce di questo nuovo caso di contagio, affrontato dal persone con la massima e consueta professionalità, è importante che chi è stato in zone a rischio, in quanto individuate come zone di contagio, come Vo' Euganeo, lo comunichi prima di accedere ai servizi sanitari. "Avviso ai cittadini - recita infatti la comunicazione odierna - Tutti coloro che, dal 14 febbraio 2020, hanno avuto contatti o sono transitati nelle aree toccate dal Coronavirus, sono pregati di contattare telefonicamente: il numero verde 800462340; il medico di medicina generale; il pediatra di libera scelta, prima di accedere a qualsiasi servizio".

APERTURE E SCUOLE La scoperta di un caso di positività, ampiamente preventivabile e che non deve essere fonte di allarme, allo stato non avrà, salvo diverse comunicazioni, conseguenze sulle tempistiche di riapertura delle scuole, né sulla situazione delle altre attività citate nelle ordinanze di ministero della Salute e Regioni.

IL CASO DI SPECIE. Risulta un adriese, di 50 anni, il paziente positivo. Avrebbe cenato a Vo' alcuni giorni fa, assieme a un imprenditore di Vo'. L'incontro è avvenuto a Saonara. Saputo che l'imprenditore era stato ricoverato a Malattie infettive a Padova, ha chiamato subito l'Ulss 5. Il 118 è andato a domicilio del 50enne, ad Adria. Visto che le sue condizioni erano buone: tosse e febbre bassa. E' stato accompagnato in ospedale, dove è andato con la sua auto. Si trova ora ricoverato in malattie infettive a Rovigo.

Il suo quadro clinico non è allarmante. Non viene neppure trattato con aspirina, alla luce della temperatura davvero modesta. E' in isolamento in ospedale, mentre la sua famiglia è in isolamento attivo in casa. "Per la popolazione polesana e di Adria non cambia nulla rispetto al quadro precedente la positività - ha spiegato il direttore generale dell'Ulss 5 Polesana - Le cautele rimangono quelle più volte ribadite". Si sta anche ricostruendo la mappa degli spostamenti del 50enne, che, in questi otto giorni, non avrebbe avuto un numero di contatti ingente.

Altra informazione estremamente rassicurante: la positività è riconducibile al "focolaio" di Vo', il che significa che, in Polesine, non abbiamo alcun focolaio, o cluster.

La diretta completa della conferenza stampa.

Per informazioni è attivo anche il numero verde aziendale dell'Ulss 5 800938880, già attivo sulle 24 ore.

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