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CORONAVIRUS IN VENETO

Parte la campagna da 20mila tamponi al giorno, anche a domicilio

La Regione ha presentato il piano

La buona notizia: i nostri medici e infermieri stanno bene. Tamponi negativi

Un tampone per coronavirus

1487 ricoverati per Coronavirus in Veneto, 5500 positivi, 192 decessi, 329 dimessi e 281 ricoverati in Terapia intensiva. "Questi dati - spiega il presidente della Regione Luca Zaia, nel corso dell'incontro con la stampa di lunedì 23 marzo - dicono che, in primo luogo, non siamo di fronte a una influenza, come dicono alcuni. Al momento abbiamo registrato 62mila tamponi".

Il presidente ha poi spiegato come, ancora, non siamo assolutamente fuori dal contagio e come sarebbe assolutamente sbagliato farsi abbagliare da dati in calo di una sola giornata, ammesso che si possa parlare di "calo" con numeri nell'ordine dei 600 morti al giorno. "Stiamo sperimentando sei farmaci - ha detto il governatore - per quanto concerne Avigan (il farmaco giapponese del quale si parla in questi giorni, ndr), stiamo attendendo il via libera dell'Agenzia del farmaco. Personalmente, credo che ogni speranza debba essere vagliata".

Ha poi preso la parola il professor Rosario Rizzuto, professore ordinario di Patologia generale all'Università di Padova. "E' stato correttamente detto che questa è la pandemia del secolo. Abbiamo due priorità: quella di stare a casa, ma anche quella di individuare le persone che sono positive e asintomatiche, dobbiamo andare a cercare dovunque chi possa trasmettere la malattia. Se non riusciamo a farlo, continueremo ad avere migliaia di trasmettitori della malattia". Da qui l'idea di procedere a una grande campagna di campionamento e "tamponamento" a livello regionale. Lo scopo fondamentale è quello di andare a controllare, anche a domicilio, coloro che potrebbero essere positivi. Andare, insomma, a "cercare" i malati, piuttosto che attendere che questi si rivolgano alla sanità.

Si parte, quindi, con la campagna di ricerca dei positivi asintomatici, basata su campioni a tappeto, partendo da quei casi di positività acclarati e allargando i tamponi a familiari e possibili contatti. A illustrarla, Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'Università di Padova. "Le epidemie si combattono anche con la sorveglianza attiva - ha detto - ossia andando a individuare i possibili trasmettitori, anche andando nelle case delle persone che manifestano sintomi, e allargando i cerchi concentrici per individuare i contatti".

Nei prossimi giorni, quindi, ci si attende di individuare un numero maggiore di positivi prima che sia necessario arrivare in ospedale. In concreto, aumenteranno i numeri dei tamponi, sino ad arrivare a una cifra nell'ordine del mezzo milione circa, andando a caccia dei positivi, senza attendere che si manifestino sintomi o si arrivi in una fase grave della malattia.

Il progetto partirà da Padova, allargandosi poi sempre con lo schema dei cerchi concentrici. La Croce Rossa ha già messo inc ampo 15 squadre, suddivise nelle varie province. Per quanto concerne il numero giornaliero di tamponi che si potrebbe riuscire a eseguire, si stima di potere arrivare, a pieno regime, a circa 20mila campioni al giorno.

Il tutto partendo da un principio molto chiaro. Una situazione come questa può essere risolta unicamente con gli strumenti della individuazione dei positivi, della quarantena, della limitazione degli spostamenti e della chiusura di quante più attività possibili.

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