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Economia

Marinese: “Serviranno 300 miliardi”

Il presidente di Confindustria Venezia Rovigo: “Ci vuole il coraggio di chiederlo all’Europa, o guardare a Cina e Stati Uniti”

Marinese: “Serviranno 300 miliardi”

31/03/2020 - 03:55

Una riforma costituzionale dello sviluppo economico e pretendere adeguati fondi dall’Unione europea. Questi i primi due passi che secondo Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia Rovigo saranno necessari “se vogliamo che quando finirà l’emergenza l’Italia rinasca”. “E se l’Europa non dovesse ascoltarci, la politica dovrà avere il coraggio di chiedere ad altri partner, dalla Cina agli Stati Uniti, dai paesi arabi alla Russia, la liquidità necessaria per ripartire” aggiunge Marinese. Altrimenti “il governo dovrà obbligare gli italiani a comperare titoli di stato per garantire l’ingresso di denaro necessario per farlo”.

Idee chiare, ma soprattutto una grande rabbia da parte del numero uno degli industriali veneziano-polesani. “Al termine dell’emergenza il mondo sarà profondamente cambiato, abbiamo toccato con mano quanto sia piccolo ‘grazie’ a questo virus - prosegue Marinese - anche in un continente strutturato come l’Europa nel quale i capi di stato hanno sbagliato il modo di affrontare questo problema sanitario. Una colpa della politica, non solo italiana, ma anche inglese, francese, tedesca e anche statunitense. Se si potesse tornare indietro molti avrebbero fatto scelte diverse, anche se è facile parlare col senno di poi”.

“Non mi aspetto un futuro diverso dalla situazione attuale essenzialmente, perché le cose cambiano quando tu, come Paese, ti interroghi e metti in atto strategie adeguate perché le cose possano cambiare - la riflessione del presidente - abbiamo un sistema che ritornerà a privilegiare la piccola e media impresa e dovremo alimentare una forte domanda interna da una parte, e consolidare l’export che ci ha mantenuto vivi dall’altra. Per far questo bisogna poggiare tutte le radici sulle piccole e medie imprese, evitando che muoiano. Ma a oggi per loro non si è fatto niente”.

“Penso che serva una manovra choc, superiore ai 200 miliardi di euro - il parere di Marinese - e se continuiamo a tener chiuso le aziende almeno di 300 miliardi di euro, ovvero dieci volte quanto è stato stanziato fino a oggi, in linea con quanto stanno facendo gli altri paesi europei”.

L’Europa è determinante nel bene o nel male, noi siamo un Paese strategico e se non lo saremo per una parte dell’Europa, lo potremo essere per la Cina, o per gli Stati Uniti - il parere del presidente - nel momento in cui servono soldi, e tanti, per salvare la vita della popolazione e per non disperdere il patrimonio di piccole, medie e grandi imprese, e del nostro made in Italy, pur rimanendo in Europa dovremo diventare la porta d’ingresso per gli Stati Uniti, o per la Cina, o per i Paesi arabi o la Russia. Dovremo farci pagare in modo che i 300 miliardi di cui abbiamo bisogno si moltiplichino per l’Europa. Non serve la forza, ma il coraggio, se l’Europa continua a menare il can per l’aia, cerchiamo altri partner per i nostri porti, la nostra logistica e il 5G. In prospettiva potremmo essere il più importante Paese del mondo. Sarà doloroso, non condivisibile, ma per dare sostentamento alle famiglie e alle imprese è l’unico modo”. “E questo prima di mettere le mani in tasca ai nostri cittadini, chiedendo loro di acquistare 300 miliardi di titoli di stato per avere la liquidità necessaria. Dobbiamo essere pragmatici, senza soldi si fallisce”.

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