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PORTO TOLLE

Mascherine tricolori in piazza: "Conte parla, ma i soldi non arrivano"

Una cinquantina di persone hanno aderito alla protesta, pacifica e senza assembramenti

Anche a Porto Tolle c’è stata la manifestazione “Mascherine Tricolori”. Ad organizzarla Mirko Dasini, referente di zona del movimento “Mascherine Tricolori”. L’iniziativa si è svolta in 100 piazze italiane per il terzo anno consecutivo. I partecipanti hanno ribadito la loro opposizione alle misure insufficienti del governo Conte e alle restrizioni del lockdown.

In tanti hanno fatto sentire la loro voce, dal Nord al Sud dell’Italia, isole comprese. A Milano, Torino, Trento, Verona, Trieste, Parma, Firenze, Ancona, Roma, Napoli, Bari, Lecce, Cagliari e Palermo in tanti hanno manifestato mantenendo le distanze di sicurezza e indossando le mascherine tricolori. Tutti hanno urlato contro il governo. A Porto Tolle, in piazza Ciceruacchio, il gruppo ha coinvolto 50 persone di ogni estrazione sociale e politica. Sono arrivate da diversi paesi del Bassopolesine.

Mirko Dasini, con il megafono in mano ha urlato: "Invece di aiuti ci date repressione, stiamo arrivando. Questa è una manifestazione pacifica ma determinata, nel pieno rispetto delle distanze, con la volontà di non mettere a rischio la salute di nessuno". Poi, nel messaggio è continuato: "Siamo qui oggi per compiere un atto di libertà e dimostrare che, nonostante il clima di terrore instaurato, esistono degli italiani che non si arrendono. Ribadiamo che questa situazione è figlia degli errori di chi ci governa e non dei cittadini che fino ad oggi si sono comportati in modo esemplare".

Ha detto che l’emergenza sanitaria non è dipesa dai cittadini, ma è frutto di una politica che in questi anni ha chiuso gli ospedali, ridotto i posti di terapia intensiva, ha distrutto la produzione nazionale e che è la politica incapace che ora rischia di farci morire di fame. "Non vediamo rilanci – dice Dasini - ma solo ritardi. Nel suo ennesimo show Giuseppe Conte ha annunciato una serie di misure del tutto insufficienti e solo promesse che non potranno essere mantenute. Dove sono i soldi della cassa integrazione in deroga? E i soldi a fondo perduto ammesso che arriveranno, saranno pochi e in ritardo. Di una pace fiscale per tutto il 2020 non se ne parla".

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