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CONSIGLIO COMUNALE

La mozione non passa: la maggioranza di Gaffeo vota contro il consumo di suolo zero

Dopo ore di discussione, vince la linea "ne parleremo più avanti". Il Pd si spacca in tre parti

Il punto saliente, il più caldo dal consiglio comunale di venerdì pomeriggio, era in assoluto la mozione presentata dal capogruppo della Lista Menon, Mattia Milan che aveva l'obiettivo di impegnare l'amministrazione comunale al consumo di suolo zero. Una questione che tiene banco da giorni, visto che l'amministrazione comunale, o meglio la giunta, ha approvato una delibera che prevede 84 ettari come massimo consumo di suolo. Scatenando la polemica anche all'interno della maggioranza dove in molti hanno ricordato al sindaco che in campagna elettorale il programma era chiaro: consumo di suolo zero. Eppure il sindaco, la mattina, prima del voto, paventava addirittura la possibilità di ripensare alla sua "poltrona" qualora la mozione del consumo suolo zero fosse passata. Ma alla fine non passa, anche se per poco.

"Una delle mozioni più importanti che si potessero proporre - ha detto Milan - Il tema del consumo di suolo assume un ruolo nevralgico per la programmazione della città. Noi abbiamo promosso un solo numero. Lo zero. Consumo suolo zero e cito anche il programma del sindaco che parlava chiaramente di riqualificazione dell'esistente e consumo di suolo zero. Vorrei trovare la condivisione perché tutti eravamo concordi sul punto in campagna elettorale. Finalmente possiamo dare un indirizzo a Rovigo. Rovigo è una città sostenibile in cui desidero abitare. Riqualificazione è la parola d'ordine. Possiamo decidere oggi".

"Noi condividiamo il principio - commenta l'assessore all'urbanistica Giuseppe Favaretto - Abbiamo determinato e non chiesto, la massima potenzialità di espansione come richiesto dalla Regione. Non abbiamo deciso di espanderci, ma solo rideterminato il massimale come richiesto. Ma ci si dovrà interrogare su una Rovigo nuova meglio, verde e magari per fare un parco verde ci sarà bisogno". 

"E' stato correttamente che la Regione veneto è intervenuta proprio per arrivare all'obbiettivo consumo di suolo zero nel 2050 - spiega il consigliere Cristiano Corazzari che è anche assessore regionale - 84 è il suolo massimo consumabile da qui al 2050, resta inteso che la scelta se fare una variante per gli interi 84 o per una minore quota anche zero. E' il Comune che decide. Ci risulta che si siano ancora molti ettari nel consolidato".

"Questione complessa, difesa dell'ambiente è facile da enunciare ma complessa da realizzare - ha spiegato il consigliere Federico Saccardin a nome del Forum dei cittadini - Tutela e sviluppo: bisogna trovare un equilibrio. Non condividiamo la proposta di Milan. La Regione non prevede il consumo di suolo zero da subito, ma un processo che arrivi al 2050. Inoltre se rinunciamo ora a quegli ettari, finiscono in un fondo regionale che possono utilizzare tutti i comuni e che forse non sarebbero più recuperati. Il Forum si è dato l'obbiettivo del contenimento e non dell'azzeramento. Riteniamo che sarà necessario mantenere una riserva di ettari per lo sviluppo futuro. Gli interventi di rigenerazione sono la priorità".

"Si fa l'esegesi di quello che io ho scritto sul programma elettorale e allora vi spiego l'interpretazione autentica. Io credo che il consumo di suolo zero sia l'obiettivo finale - ha detto il sindaco Edoardo Gaffeo - Zero adesso è un numero sparato a caso, come lo era il 36 affidato in principio dalla Regione. Zero è il punto e ci dobbiamo arrivare ad una velocità di crociera importante ma non ci arriviamo mettendo zero su un pezzo di carta, senza programmazione. Io rivendico quello che ho detto: punto al consumo di suolo zero. Io degli 84 ettari non voglio consumarne nemmeno uno. 84 che numero è? Un numero che esce da un algoritmo, sbagliato secondo qualcuno? Ma ha una ragione d'esistere. E' una possibilità che la regione ci concede che poi non abbiamo alcuna intenzione di usare. Nel momento in cui andremo a costruire la variante al Pat allora sì, si farò una scelta politica. Avviamo un dibattito in città. Potremmo anche arrivare a scrivere zero nella variante al Pat ma deve essere una decisione che prendiamo insieme alla città".

"Con tutto il consolidato che esiste, con tutti i vuoti urbani, gli spazi abbandonati e con tutte le parole che avete speso in campagna elettorale per i consumo di suolo zero, mi auguro che almeno il Pd voti a favore di questa mozione", commenta il giovane consigliere della Lega, Lorenzo Rizzato. "Chi siamo noi per decidere per i prossimi 30 anni? Rovigo è stufa di gente che si permette di decidere per le future generazioni. Ne abbiamo di esempi, pensiamo alle piscine e a tutto quello che ci sta costando", commenta Matteo Masin, consigliere del Forum dei Cittadini.

Dai banchi (virtuali visto che il consiglio era in videoconferenza) del Pd, Angelo Montagnolo, sottolinea la necessità di arrivare sì al consumo di suolo zero, ma con un dibattito aperto. E dichiara il suo no alla mozione. Il consigliere Antonio Rossini, della lista Gambardella, accusa l'amministrazione di essere incoerente e incapace di mantenere gli impegni elettorali. E rilancia: "Non è che c'è chiaramente qualcosa da costruire che non sappiamo? Perché se c'è ne parliamo, ma se non c'è non avete idee chiare". Ma la risposta dell'assessore Favaretto è chiara: "No, non c'è nulla di segreto".

Il capogruppo del Pd, Graziano Azzalin, commenta: "Speravo che si potesse parlare di questa mozione, invece noi siamo per il dialogo ma dall'altra parte non ne vediamo la volontà. Non è necessario procedere per strappi e inoltre vanno evitate le semplificazioni su un tema così complessa. La materia va approfondita. Noi del Pd l'abbiamo fatta questa battaglia in Regione, perché volevamo una maggiore sforbiciata. Infatti 84 è troppo, va discusso. Dobbiamo votare un numero insieme, ora ci stiamo raccontando della balle. Quel numero va rivisto e l'assunzione di impegno del sindaco è la garanzia". Dunque il suo è un no alla mozione. Nello Chendi, sempre in casa Pd, sostiene che parlare oggi di consumo di suolo pubblico non dia la priorità.

"Noi pensavamo consumo di suolo a zero e coraggio a 100 invece ci troviamo a consumo di suolo cento e coraggio zero", commenta Silvia Menon. "Dopo un anno al governo state dimostrando solo incoerenza, le vostre parole sul consumo di suolo zero se le ricordano tutti, e in meno di un anno avete già cambiato idea", commenta il capogruppo della Lega, Michele Aretusini

"Chi è veramente interessato al tema i dati drammatici del consumo di suolo in Italia li conosce già. Sappiamo tutti che a Rovigo ci sono ancora 145 ettari potenzialmente da costruire - commenta la consigliera del Pd, Giorgia Businaro - Questa mozione non toccherebbe questo consolidato. La mozione invita l'amministrazione a fare una scelta coraggiosa che in Veneto non ha ancora fatto nessuno. Non ci sono casi di eccellenza come in Emilia Romagna. Rovigo poteva davvero dare l'avvio ad una nuova stagione in questa regione da sempre vittima del cemento e di politiche scellerate. Detto questo, resto coerente con le posizioni da sempre espresse e con un percorso personale e politico che mi vede da quasi vent'anni impegnata su queste tematiche. La credibilità, a mio avviso, è quella cosa che ci si guadagna quando si è in grado di non smentire se stessi passando dalle parole ai fatti. Pertanto il mio voto alla mozione sarà favorevole".

La mozione non passa, ma per poco: 12 favorevoli (lista Menon, Lega, Lista Gambardella, Fratelli d'Italia e Giorgia Businaro), 15 contrari (Lista Gaffeo, Forum dei Cittadini, sindaco e cinque voti del Pd) e 5 astenuti (parte del Pd).

Il voto spacca il Pd in tre parti: Solo Giorgia Businaro vota a favore, Nello Chendi, Nadia Romeo, Patrizio Bernardinello, Caterina Nale e Micaela Raise si astengono, votano contro Riccardo Bertacin, il capogruppo Graziano Azzalin, Benedetta Bagatin, Angelo Montagnolo, Giovanni Salvaggio.

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