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IL CASO PLATEATICI

"Scomoda Falcone per la Tosap. Vergogna assessore, si dimetta!"

Il capogruppo della Lega chiede le dimissioni dell'assessore Cattozzo: "In preda a deliri di onnipotenza si scaglia contro una povera commerciante che stringe i denti da mesi. Ma a che titolo?"

Comune sempre più digitale

L'assessore Luisa Cattozzo

"Sono sconvolto. Un componente della giunta comunale, per motivare l'imbarazzante decisione di tenere chiuso un bar, per un ritardo nei pagamenti sulla Tosap, peraltro sanato, impedendogli, di fatto, di riaprire dopo due mesi di lockdown, scomoda la 'giornata della legalità'. Ossia, il giorno in cui si ricorda la strage di Capaci, che vide la mafia uccidere il giudice Giovanni Falcone, la moglie, pure magistrato, Francesca Morvillo, e gli uomini della scorta. Un paragone irriguardoso, osceno, vergognoso, specchio di un assessore, Luisa Cattozzo, che evidentemente, pur di avere ragione e portare acqua al proprio mulino, non esita di fronte a nulla, non ha rispetto di nulla, perde il senso delle proporzioni, straparla, cade vittima di deliri di onnipotenza". E' sconcertato, Michele Aretusini, di fronte alla dichiarazioni di Luisa Cattozzo, assessore comunale della giunta del sindaco Gaffeo.

Al centro della querelle, il caso di una nota esercente cittadina, che questo weekend non ha potuto aprire il plateatico della propria attività, in pieno centro, e neppure l'attività, dal momento che il plateatico è rimasto dentro al bar, così da non lasciare spazio per il lavoro. Il motivo? Un ritardo nel pagamento della Tosap, la tassa per l'occupazione del suolo pubblico, relativo al 2020, già sanato dalla esercente che, però, nonostante abbia chiesto comprensione, visto il difficile momento, ha perso il primo weekend di riapertura vera, dopo due mesi di lockdown.

"Leggo le affermazioni di Cattozzo e sono sconcertato - ribadisce Aretusini - L'assessore mette all'indice una esercente, che ha peraltro pagato tutte le imposte, seppure in ritardo, accusandola pubblicamente di avere chiesto di 'chiudere un occhio'. Ossia di velocizzare le pratiche di apertura, dopo avere sanato il pregresso, per non perdere il primo weekend di apertura. Forse l'assessore, dipendente pubblico, oltre che assessore, non ha ben chiaro il periodo storico, non ha ben chiare le difficoltà degli esercenti. Avrebbe fatto meglio a tacere. Evidentemente, non ne è in grado. Ma sono sconvolto quando vedo che l'assessore tira in ballo la giornata della legalità, la memoria del giudice Falcone".

"Quindi - prosegue Aretusini - ci faccia capire, assessore: lei sarebbe come Falcone? E l'esercente cittadina sarebbe la mafia? Si vergogni assessore, di tirare in ballo chi ha dato la vita per lo Stato per una questione di Tosap. Si vergogni di paragonare ai delinquenti una esercente che da due mesi stringe i denti, è riuscita a pagare tutto il dovuto e chiedeva di snellire le pratiche per non perdere un weekend di apertura. Questa è illegalità, secondo lei, assessore? Secondo lei, assessore, è questo che fa la mafia? Si vergogni, assessore, e si dimetta, dopo questo imbarazzante scivolone".

"Non solo - prosegue Aretusini - c'è, se non di peggio, che sarebbe difficile, sicuramente altro. L'aspetto più sconcertante è che accuse tanto gravi arrivano da un assessore che neppure ha la delega al Commercio, per quanto, abbiamo purtroppo visto, abbia la tendenza alle 'invasioni di campo'. E' stata la sua scellerata delibera sul consumo di suolo a spaccare la maggioranza, non che ci dispiaccia, per carità, ma la dice lunga sulla capacità politica e tecnica di Cattozzo, quando l'urbanistica non è una sua delega; ora straparla di Falcone per una banale questione di Tosap".

"Ma perché l'assessore Cattozzo - chiude Aretusini - non si limita alle sue deleghe? Magari in questo modo potrebbe fare risparmiare al Comune i 50mila euro che, invece, sono stati messi a bilancio per pagare una consulenza esterna per riorganizzare il personale, compito che, evidentemente, per l'assessore al personale, è improbo. Ma perché, soprattutto, l'assessore Cattozzo non si dimette, o non viene dimissionata? Evitiamo alla città ulteriore imbarazzo".

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