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Carabinieri

Furti in abitazione, sgominata una banda "familiare"

I militari dell'Arma di Rovigo e Polesella hanno arrestato una 30enne, il suocero 53enne e denunciato a piede libero il marito di lei di 27 anni

Una banda di malviventi di stampo familiare quella sgominata dai Carabinieri della compagnia di Rovigo, insieme ai colleghi della stazione di Polesella, che si intrufolava con l'inganno nelle abitazioni convincendo i residenti, persone per lo più anziane, a tirar fuori gioielli e denaro con la scusa di igienizzarli, per poi rubarli al primo momento di distrazione. L'operazione, condotta dai militari dell'Arma rodigini, si è conclusa martedì scorso con l'arresto di una donna, R. M, 30 anni della Bassa Veronese, e del suocero, B. A, 53enne marocchino, accusati di furto in abitazione e ora in carcere. Il marito della donna, invece, F. J, 28 anni, è stato denunciato a piede libero con l'accusa di furto in abitazione, in concorso con la donna.

L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Maria Giulia Rizzo, e condotta dai militari delle stazioni Carabinieri di Rovigo e Polesella, è stata avviata lo scorso 28 maggio. Quel giorno, in via Canalbianco a Gavello, un uomo e una donna, spacciandosi lei per dottoressa che aveva il compito di igienizzare ambienti, denaro e preziosi, il tutto a causa della pandemia da Covid-19 in atto, lui invece con funzioni di palo, alle 11 circa, tentavano di introdursi in un'abitazione per truffare un’anziana residente, desistendo per l’immediato intervento di una carabiniere libero dal servizio il quale, transitando in zona, si accorgeva della presenza sospetta dei tre soggetti. Un terzo, infatti, era alla guida dell'auto, un'Alfa Romeo 147, che li attendeva fuori per scappare. L'intervento del carabiniere metteva in fuga i tre malviventi. Intanto la centrale operativa della Compagnia di Rovigo, una volta raccolte le dettagliate descrizioni dei tre fornite dal carabiniere, diramava le ricerche dei fuggitivi, che venivano intercettati ed inseguiti da una pattuglia di Polesella sino al comune di Occhiobello, dove il trio perdeva il controllo del mezzo fuoriuscendo di strada e danneggiando due macchine in sosta. Nella circostanza veniva bloccata una sola persona, B.A, marocchino 53enne.

Le indagini successivamente sviluppate permettevano di appurare che quest’ultimo, unitamente alla donna identificata in R.M., 30enne, nuora del marocchino, il 28 maggio avevano tentato di introdursi, con il modus operandi descritto, allo scopo di  impossessarsi di denaro e preziosi, nelle abitazioni di anziani nei comuni di Fratta Polesine ed Arquà Polesine, desistendo per la pronta reazione delle vittime che li allontanavano. Ulteriori sviluppi investigativi permettevano inoltre di acclarare che R.M., unitamente al marito F.J., 28enne denunciato a piede libero per furto in abitazione, il giorno precedente, avevano consumato tre furti in abitazione in danno di anziane vittime, nei comuni di Rovigo e Vighizzolo d’Este, in provincia di Padova, sottraendo soldi e gioielli per un valore totale di 10mila euro. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rovigo, Raffaele Belvederi, concordando con le risultanze investigative, disponeva la custodia cautelare in carcere per B.A. ed R.M, entrambi residenti nel basso veronese. I soggetti sono attualmente ristretti nelle case circondariali di Rovigo e Verona.

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