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Maximulta da 42mila euro alla banda dei bracconieri

Nuovi sviluppi dell'operazione "Gold river". E ora indaga anche la questura.

Maximulta da 42mila euro alla banda dei bracconieri

Emergono ulteriori particolari indiscrezioni in merito all’indagine portata avanti dai Carabinieri Forestali di Rovigo, che il 23 agosto ha dato un duro colpo ai vertici di un’organizzazione criminale dedita al bracconaggio ittico in mezza Italia ed alla frode in commercio, la cui “centrale operativa” si era stabilità da tempo in Polesine.

Si parla ancora una volta della vasta operazione denominata Gold River, che ha avuto risalto anche a livello parlamentare. Nella mattinata di domenica, il personale delle stazioni dei carabinieri della Forestale di Rovigo e delle stazioni dei carabinieri della Forestale di Ferrara, Argenta e Comacchio notificavano a otto individui di nazionalità italiana e tre di nazionalità rumena, tutti pescatori di professione, residenti nelle provincie di Rovigo e Ferrara, delle sanzioni amministrative per un importo totale di 42mila euro.

Si tratta di violazioni del regolamento che prevede l’obbligo di rintracciabilità dei prodotti alimentari destinati al consumo umano ed animale, condotta sanzionata dalla legge, che prevede una sanzione pecuniaria di 1.500 euro.

Nella sostanza tutti questi individui, che la Procura di Rovigo, per ora, ha ritenuto di non indagare, consegnavano presso un sito di stoccaggio abusivo in Polesine, a Taglio di Po, del prodotto ittico privo di rintracciabilità, favorendo, di fatto, il configurarsi ed il perpetrarsi dei gravi reati contestati ai vertici del sodalizio.

Rimangono ora da definire ulteriori aspetti che sono indispensabili per mettere la parola fine all’odioso fenomeno del bracconaggio ittico, per uno dei quali, in realtà, il settore veterinario dell’azienda Asl di Ferrara ha già provveduto, appare infatti già sospeso il riconoscimento del Bollino Ce a suo tempo concesso ad un magazzino sito all’interno di un mercato ittico della provincia di Ferrara, utilizzato dagli indagati quale copertura per i loschi traffici illeciti.

Altre valutazioni sono attualmente al vaglio della questura di Rovigo - in particolare della divisione anticrimine - la quale, sulla base delle condotte sin qui assodate, ha già avviato vari procedimenti amministrativi finalizzati all’emissione di misure di prevenzione personali previste dalla legge antimafia numero 159 del 2011 e successive modifiche, come il foglio di via obbligatorio e divieto di ritorno nel luogo di commissione dell’attività criminosa, l’avviso orale e la sorveglianza speciale.

Ultimo aspetto, ritenuto di fondamentale importanza per impedire una volta per tutte la prosecuzione dei comportamenti illeciti fin qui accertati, saranno le determinazioni circa i possibili provvedimenti sospensivi che la Regione Veneto vorrà adottare in merito alle licenze di pesca professionale a suo tempo rilasciate, oltre che per le condotte illecite accertate nell’ambito delle indagini, anche in considerazione del fatto che, in particolar modo i soggetti di nazionalità rumena, sembrano aver fornito, all’atto dell’avvio del procedimento amministrativo che infine ha permesso di rilasciare le licenze in questione, tutta una serie di dati fraudolenti.

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