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FRATTA POLESINE

Beccati due bracconieri, cacciavano con richiami acustici elettromagnetici

Due cacciatori con strumenti irregolari sono stati sorpresi nelle campagne dalla polizia provinciale

Beccati due bracconieri, cacciavano con richiami acustici elettromagnetici

Due cacciatori in appostamento temporaneo nelle campagne di Fratta Polesine, con richiami acustici a funzionamento elettromagnetico, dispositivi di cui la legge vieta sia l'uso che la detenzione, sono stati sorpresi lunedì 26 ottobre scorso dagli operatori della polizia provinciale di Rovigo.

La zona in questione, a Fratta Polesine, è oggetto di particolare attenzione da parte del personale del reparto operativo Alto Polesine già da due annate venatorie, cioè da quando sono pervenute alla centrale operativa di viale della Pace alcune informazioni confidenziali da parte di residenti che riferivano di presunte “mattanze” compiute ad opera di cacciatori provenienti dal vicentino, responsabili di azioni che avrebbero causato l’abbattimento di grandi quantità di esemplari di fauna protetta, tra cui pettirossi, fringuelli, e pispole. Ed è proprio a seguito di una telefonata pervenuta al numero verde della polizia provinciale, con la quale veniva segnalata la presenza dei cacciatori sospetti, che è stato immediatamente disposto un intervento di controllo venatorio, con personale in abiti civili e auto civetta.

In pochi minuti gli agenti hanno raggiunto la località Ca’ Moro di Fratta Polesine e con i binocoli hanno avvistato l’appostamento dal quale venivano esplose numerose scariche di fucile; quanto è stata raggiunta la distanza di circa 200 metri dai cacciatori, hanno udito chiaramente il suono del canto delle allodole.

Questo suono, per il suo innaturale protrarsi, senza avere pause o interruzioni, ha insospettito l’orecchio esperto degli agenti, essendo riconducibile ad un richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico, che è un mezzo vietato dalla legge.

Infatti, dal controllo effettuato all’interno dell’appostamento occupato da due cacciatori vicentini, venivano rinvenuti due richiami “fuorilegge”, pertanto veniva immediatamente contestata ad entrambi l’attività di caccia con mezzi vietati.

Durante le operazioni di sequestro delle armi, un cacciatore ha tentato di opporsi trattenendo uno dei fucili, per cui è stato denunciato anche per resistenza a pubblico ufficiale.

Durante le operazioni di ricerca della presunta fauna abbattuta ed occultata, non appena hanno intuito che a breve sarebbe arrivata una squadra con i cani addestrati per la ricerca della selvaggina, i due cacciatori si sono allontanati dalla zona a bordo della propria autovettura, abbandonando i tutti i documenti nelle mani degli agenti.

Per questi motivi sono entrambi stati segnalati per la revoca della licenza di caccia.

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