VOCE
Carabinieri
02.12.2020 - 12:06
Una coltivazione di 610 piante di marijuana, gestita da cinque cinesi (tra i 36 e i 66 anni), tutti clandestini e tutti originaria della regione del Fujan, è stata scoperta dai carabinieri tra Lendinara, Lusia e Fratta: un’operazione condotta dai colleghi del comando provinciale di Prato, in particolare dagli investigatori del reparto operativo, guidato dal tenente colonnello Riccardo Marchi, col supporto dei colleghi di Rovigo.
Le indagini sono infatti scattate in Toscana dove, un mese fa, sono state arrestate sei persone per traffico di marijuana, con il sequestro di circa 120 chili d’erba. Poi le tracce hanno portato in Polesine, dove cinque cinesi sono stati arrestati per produzione e detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti aggravata in concorso.
Durante le perquisizioni delle loro abitazioni e degli annessi agricoli a loro in uso è stata trovata una produzione di cannabis indica da 610 piante in vaso, di varie dimensioni, nutrite da un impianto di irrigazione e fertilizzazione ed irradiate da 136 lampade allo iodio da 600 watt; 25 chili di infiorescenze già confezionate e stoccate; altri 20 chili di marijuana in essicazione. Il totale del sequestro ammonta a 45 chili, per un valore di mercato di 315mila euro. Il prodotto era destinato al mercato italiano e del Nord Europa.
Con una particolare tecnica, e grazie ad un impianto a raggi uva funzionante 24 ore su 24 a una temperatura costante di 22 gradi, i cinesi erano riusciti ad accelerare la maturazione della cannabis a due mesi, anziché i tre di natura, aumentando dunque i raccolti e i ricavi. L’impianto elettrico, abusivo con allaccio diretto alla rete, ha creato un danno di 7.700 euro.
Al sito di produzione polesano, operativo da maggio, i carabinieri sono arrivati seguendo le mosse di un cinese già arrestato a Prato tre anni fa per stupefacenti. Questa persona, aveva contatti con i nazionali arrestati a novembre in Toscana: con una Tiguan, noleggiata a Prato, faceva la spola da Lendinara.
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