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CORONAVIRUS IN POLESINE

Vaccini: solo richiami, nuove inoculazioni ferme sino alla nuova fornitura

Il direttore generale dell'Ulss 5 traccia il quadro complessivo della situazione

"Il pericolo vero è il covid, non il vaccino"

Vaccinazioni: si spera di ripartire a pieno regime la prossima settimana

Fornitura, come detto, ridotta di un terzo rispetto a quanto annunciato, questa settimana, di vaccino Pfizer per il Polesine, come per tutta Italia. Questo fa sì che, al momento, la somministrazione di nuovi vaccini sia di fatto ferma, mentre saranno del tutto garantiti i richiami delle dosi già somministrate. "La vaccinazione - spiega il direttore generale Antonio Compostella - riprenderà quando arriverà una fornitura che ci consenta di avere certezze".

Dovrebbe accadere la prossima settimana, quando Pfizer ha annunciato il ritorno alla normale fornitura di dosi, con anche un aumento, comunque non sufficiente a compensare del tutto l'ammanco della scorsa settimana. "La fornitura prevista per lunedì 18, poi spostata a martedì 19, quindi a mercoledì 20 - spiega Compostella - a fronte di un numero previsto di 3500 dosi, ne ha viste arrivare circa un terzo, ossia 1150. Un drastico taglio".

"Abbiamo avuto indicazioni da Pfizer secondo le quali la settimana prossima sarà quella prevista, ossia di 2500 dosi - dice ancora Compostella - con un incremento di 1050 dosi aggiuntive". Un aumento, appunto, che però non copre del tutto la diminuzione della settimana precedenti. Mancano all'appello, quindi, 1170 dosi. Significa 585 persone vaccinate in meno.

A oggi sono state somministrate 7500 nuove dosi, con 3600 alle Rsa, tra personale e ospiti, e 3900 a personale sanitario. Completato il primo giro di vaccinazione in tutte le case di riposo. Nella giornata di sabato 23 gennaio, quindi, comincerà la somministrazione dei richiami nelle case di riposo, Rsa, Ipab e strutture simili. Nelle case di riposo solo il 2% degli ospiti ha espresso dissenso, il 95% ha aderito, il restante è rappresentato da chi, in quel momento, non poteva essere vaccinato. Tra gli operatori di queste strutture, il dissenso è stato del 9%, la adesione dell'84%, il restante, in quel momento, non poteva essere vaccinato, vuoi perché positivo, assente dal lavoro o per altri motivi.

"Un dissenso del 9% tra gli operatori delle Rsa è alto - spiega il direttore generale - noi continueremo con una campagna informativa e torneremo a formulare la proposta, dal momento che la nostra speranza è avere il massimo numero di vaccinati possibile". La vaccinazione, comunque rimane volontaria.

"Lo ripeto - chiude Compostella - i vaccini sono sicuri, dal punto di vista delle controindicazioni, ed efficaci per quanto concerne la immunizzazione. Abbiamo preparato un video divulgativo proprio per comunicare queste informazioni". Inoltre, quando sarà il momento, l'Ulss 5 assicura che chi non potrà andare o essere trasportato nei centri di vaccinazione della popolazione potrà essere raggiunto a casa da apposite squadre formate dall'azienda sanitaria del Polesine.

Le reazioni avverse, su 7500 vaccinazioni, sono state 12, davvero estremamente banali, come un lieve dolore nel punto della inoculazione, come accade, del resto, anche per altri vaccini. Nessuna reazione neppure lontanamente grave.

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