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CULTURA

Il Delta si gioca il marchio di Patrimonio culturale europeo

Passate le preselezioni italiane, ora la candidatura arriverà al vaglio dell’Europa per scegliere la vincitrice

Il Delta si gioca il marchio di Patrimonio culturale europeo

07/02/2021 - 13:56

Il Delta del Po è salito sul “Carro di Adriano” parcheggiato al museo archeologico nazionale e punta a un traguardo ambizioso: il marchio di Patrimonio culturale europeo. Infatti Il Delta, con Venezia, ha superato le preselezioni italiane insieme al sito di Ventotene. Ora la candidatura arriverà al vaglio dell’Europa per scegliere la vincitrice. Nel progetto, il museo di via Badini è in rete con il museo e l’area archeologica di Altino. Capofila del progetto il Parco del Delta del Po. Grande e meritata soddisfazione per la direttrice Alberta Facchi che, nella pagina Fb, libera tutta la sua esplosione di gioia. “In due giorni - dice - due ottime notizie: la riapertura del museo dopo un lungo lockdown e questa candidatura. Ringraziamo l’Ente parco per l’impegno, la professionalità e la tenacia nel credere in questa idea. Il progetto - sottolinea Alberta Facchi - è stato selezionato perché dimostra una vera capacità di fare rete e, tra le altre cose, questa cosa ci rende più orgogliosi”.

Ed ecco il comunicato diramato dal ministero per i beni e attività culturali e per il turismo. “Sono ‘Ventotene’ e ‘Terre d’acqua, terre nell’acqua - Delta del Po e Venezia’ i siti italiani preselezionati per la candidatura al Marchio del patrimonio europeo nell’ambito della selezione 2021. La commissione ministeriale, istituita con decreto del segretario generale Mibact del 9 dicembre scorso, ha concluso i suoi lavori di valutazione redigendo la graduatoria finale. I siti preselezionati si sono distinti rispettivamente per l’alto valore simbolico europeo e la capacità di creare una rete tematica territoriale. Oltre ai due siti preselezionati hanno partecipato alla competizione, rispondendo al bando pubblicato nel maggio 2019: il santuario di Ercole Vincitore a Tivoli in provincia di Roma, l’area archeologica di Paestum in provincia di Salerno, il centro storico della città di Sarzana in provincia di La Spezia e il Parco letterario Ernst Bernhard - Campo di internamento Ferramonti di Tarsia in provincia Cosenza”.

La nota ministeriale rileva che “i progetti riferiti a ‘Ventotene’, proposto dal comune di Ventotene, in provincia di Latina, e ‘Terre d’acqua, terre nell’acqua - Delta del Po e Venezia’, proposto dal Parco regionale veneto del Delta del Po, in partnership con i musei archeologici nazionali di Adria, Altino con la relativa area archeologica, e di Venezia, e con il museo civico Delta antico di Comacchio, saranno presentati alla Commissione europea entro il primo marzo prossimo per essere sottoposti alla valutazione del panel europeo di esperti, che potrà conferire il Marchio di patrimonio europeo a uno dei due siti, secondo la procedura stabilita dalla Decisione (UE) 2011/1194. Ad oggi, i siti italiani insigniti del riconoscimento del Marchio del patrimonio europeo sono tre: il museo Casa De Gasperi di Pieve Tesino in provincia di Trento, premiato nell’ambito della selezione 2014, Forte Cadine ancora in provincia di Trento nel 2017, e da ultima l’area archeologica di Ostia antica in provincia Roma, scelta nel 2019”.

In attesa del verdetto europeo, si può ben dire che già questo traguardo è qualcosa di prestigioso, basta vedere chi è rimasto dietro. In ogni caso questo è il più autorevole riconoscimento che il Parco del Delta del Po non può esistere senza Adria. Così pure Adria non può esistere senza il museo archeologico nazionale. E ancora: il museo di via Badini non può esistere senza il calore degli adriesi. In questo periodo il museo è aperto con orario ridotto per le norme restrittive di sicurezza sanitaria anti Covid 19, quindi accesso dal lunedì al venerdì dalle 14.30 alle 19.30, la biglietteria chiude mezz’ora prima. E’ ancora valida l’offerta dell’abbonamento a 12 euro per ingressi illimitati per un anno. Per festeggiare la riapertura, sulla pagina Fb, è stato pubblicato un archeoreportage curato dalla direttrice Facchi e da Angelo Cimarosti per un primo approccio con i tesori dell’antichità: per vivere il tempo di quando Adria era il più importante emporio culturale e commerciale del nord Italia.

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