you reporter

CORONAVIRUS IN POLESINE

"Vaccini, le lettere non arrivano, la gente non si presenta: convocate le Poste"

L'azienda sanitaria segnala una alta percentuale di mancate presenze ai centri vaccinali

Poste Italiane, il servizio di consegna è regolare

19/02/2021 - 12:03

La campagna vaccinale di massa, cominciata nella giornata di lunedì 15 febbraio, con gli anziani classe 1941, sta raccogliendo una adesione non all'altezza delle aspettative. La percentuale di adesione si aggira sul 75%. "Vengono segnalati problemi nella consegna delle lettere - spiega Compostella - tanto che abbiamo pensato di convocare per un incontro i vertici delle Poste, per risolvere eventuali problemi. Per il resto posso solo assicurare che la vaccinazione è sicura ed efficace e l'esempio delle case di riposo lo dimostra con sicurezza. Noi stiamo cercando di rafforzare le convocazioni con telefonate".

Compostella ha parlato di "una vera e propria inefficienza del sistema di convocazione: sia intervistando le persone presenti, sia parlando con i sindaci, è emerso come le persone non abbiano ricevuto la convocazione. In un paese praticamente nessuno dei destinatari aveva ricevuto la convocazione Questo è un aspetto di inefficienza".

Resta sullo sfondo un dato che non viene giudicato soddisfacente dai vertici dell'azienda sanitaria. Sul quale sicuramente influiscono, come ribadisce l'Ulss 5, problemi nella consegna delle convocazioni via posta, ma sul quale non è pensabile non abbiano una forte incidenza anche scelte individuali: in altre parole, su quel 25% di anziani che non hanno aderito alla convocazione, sicuramente ci sarà una parte che ha deciso di non vaccinarsi. Proprio su questo intende lavorare l'azienda sanitaria del Polesine, con informazioni e anche chiamate alle persone, per spiegare che, appunto, dal vaccino non c'è nulla da temere.

Su tutto, poi, resta il problema della incertezza sul puntuale arrivo delle dosi di vaccino e, inoltre, una situazione di generale penuria. Pienamente superata, invece, la sfida logistica e organizzativa, con i Centri vaccinali allestiti in Polesine che hanno dimostrato di funzionare e di essere stati pensati e allestiti in maniera razionale ed efficace.

Quindi, un chiarimento da parte dell'Ulss 5, a fronte di numerose domande e numerose critiche. "Ci si domanda per quale motivo si sia partiti con gli anziani del 1941, invece che con quelli maggiormente anziani - spiega Compostella - Si tratta di una scelta fatta a livello ministeriale. Il rischio maggiore di contagio lo hanno ovviamente le persone maggiormente anziane. La popolazione degli 80enni è, in questa fascia, quella maggiormente popolosa, più degli 85enni, dei 90enni, dei 95enni e così via. Quindi, si è scelto di partire dalla classe maggiormente numerosa. Si tratta di una scelta fatta a livello nazionale. Anche io, personalmente, ho ricevuto la chiamata di un 89enne che segnalava di non essere stato chiamato e gli ho fornito questa spiegazione".

Intanto, la prossima settimana dovrebbero attivarsi i centri di Lendinara, Castelmassa, Porto Viro e Porto Tolle, in alternativa a Rovigo, Adria e Trecenta. Quella che, inizialmente, doveva quindi essere una presenza contemporanea di tutte le sedi vaccinali del Polesine, causa penuria di vaccini diviene un sistema a rotazione.

Quindi, un appello ad anziani e familiari. "Lo ripeto: il vaccino è sicuro - dice il direttore generale - è la maniera migliore che abbiamo a disposizione per prevenire il contagio e le sue conseguenze. Ed è sicuro: lo dice la letteratura, ma anche l'esperienza: nel nostro piccolo, con migliaia di dosi somministrate - 16.500 dosi somministrate, 7255 delle quali sono la doppia somministrazione che conduce alla immunizzazione - abbiamo avuto in tutto, come segnalazioni di effetti collaterali, circa 90 episodi, per l'80% dei casi legati alla seconda dose, aspetto questo che si sta registrando a livello internazionale. Ma si tratta di effetti leggeri, di massimo 36 ore, come stanchezza, febbre, mal di testa, dolori articolari, diarrea, dolore al punto dove è stata fatta la iniezione. Nessuno di questi effetti collaterali si è rivelato serio".

Si sta approntando anche il piano di vaccinazioni a scuola. Mercoledì 17 febbraio c'è stato l'incontro con l'ufficio scolastico provinciale, per definire gli ultimi dettagli concreti. A fronte di 3500 persone del mondo della scuola, in Polesine, tra docenti e operatori delle scuole di ogni ordine e grado. Si dovrebbe partire la settimana tra l'1 e il 7 di marzo, al massimo in quella successiva. "Si tratta di definire alcuni aspetti informatici - spiega il direttore dell'Ulss 5 - si svolgerà sempre nei centri di vaccinazione della popolazione, su Rovigo, Adria e Trecenta, al pomeriggio. Il vaccino utilizzato sarà Astrazeneca".

"Non si tratta di un vaccino di 'Serie B' - ha voluto precisare Compostella - per la popolazione sotto i 65 anni, qual è quella del mondo della scuola e dei lavoratori in genere, è tranquillamente in grado di portare alla immunizzazione".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


GLI SPECIALI

Tesori. Alla scoperta del territorio tra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl