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Il decreto

Nessuna riapertura: Italia blindata per tutto il mese di aprile

Oggi la cabina di regia e il consiglio dei ministri: abolite le zone gialle, confermato coprifuoco e divieto di spostamento.

Nessuna riapertura: Italia blindata per tutto il mese di aprile

31/03/2021 - 13:37

Zona gialla (e, a maggior ragione, bianca) abolita fino a maggio, coprifuoco confermato e obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari. Netto il “no” alla riapertura di bar e ristoranti.

E’ quanto prevede il nuovo decreto allo studio del governo, che punta a tenere tutta l’Italia “chiusa” fino al 30 aprile, per evitare la diffusione delle varianti del virus. La cabina di regia e il successivo consiglio dei ministri è convocata per le 17.30 di oggi, mercoledì 31 marzo.

Dunque, dopo il lockdown di Pasqua, l’Italia resterà arancione o rossa: niente zone gialle né bianche (almeno) fino al primo maggio. Di conseguenza, nessuna riapertura per bar e ristoranti, che dovranno continuare a lavorare soltanto per asporto, così come per cinema, teatri e sale da concerti.

Si sta lavorando, comunque, ad un meccanismo che, da una “data X” in poi e in presenza di dati “molto positivi”, potrebbe consentire un allentamento delle misure a livello locale.

Resteranno vietati, comunque, tutti gli spostamenti se non per motivi di salute, lavoro e necessità o per andare al proprio domicilio, abitazione o residenza. Nelle seconde case, invece, ci si potrà recare con il proprio nucleo familiare convivente, anche fuori regione e in zona rossa e sempre con un contratto sottoscritto prima del 14 gennaio 2021. 

In zona arancione non sarà possibile andare fuori Comune ma sarà permesso spostarsi una volta al giorno, sempre nel massimo di due persone, verso un’abitazione privata per andare a trovare amici e parenti. Deroga che non sarà concessa nella zona rossa a partire dal 7 aprile (mentre da sabato a lunedì di Pasquetta si potrà fare, soltanto una volta al giorno e in due persone al massimo).

Il governo, infine, discuterà l’obbligo per il personale sanitario di sottoporsi ai vaccini. Si tratta di un decreto ad hoc che riguarderà circa 35mila persone solo nel settore pubblico. Un decreto che riguarderà anche i lavoratori del privato e gli operatori delle Rsa.
 

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