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L’intervista

Salvan: “Fotovoltaico sì, ma non sui campi”

Il presidente di Coldiretti Rovigo: “L’agrovoltaico non ci piace: in quei terreni le coltivazioni possono essere solo di bassa qualità”

Salvan: “Fotovoltaico sì, ma non sui campi”

Carlo Salvan, presidente provinciale Coldiretti Rovigo

09/04/2021 - 00:23

Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Rovigo, in questi giorni è al centro dell’agone per la battaglia che sta combattendo contro i pannelli solari sui terreni agricoli (fotovoltaico o agrovoltaico che sia, con il secondo che gli manda di traverso la colazione tutte le mattine).

Presidente, me l’aspettavo con l’elmetto in testa...

“Ci mancherebbe l’elmetto... Non siamo in guerra, ma la nostra è una posizione seria, che pensiamo sia giusta e che cerchiamo di argomentare e portare avanti in tutti i modi che ci sono consentiti”.

Facciamo un passo indietro. Tutto in una volta si è tornati a parlare di fotovoltaico. Cosa sta succedendo?

“Diciamo che stanno fiorendo tutt’intorno progetti di parchi fotovoltaici; alcuni erano latenti e ora sono stati presentati, altri invece sono ancora a livello di idea. Ma sono davvero tanti e riguardano superfici notevoli”.

Non è che la svolta “green” che il governo vuole imporre con il Recovery abbia fatto da acceleratore?

“Per il momento questa idea della svolta green mi sembra più di copertura che altro. Il Recovery deve ancora essere scritto, e ad oggi non ci sono incentivi per il fotovoltaico. Ci sono invece, queste sì, proposte ai proprietari di terreni agricoli con cifre spesso fuori mercato. E questo è ancora più preoccupante”.

Possiamo dare un’idea di queste cifre?

“In alcuni casi è parlato di 3mila euro all’anno per ettaro, per una durata di 20 anni: una cifra altissima”.

Ma allora, non è un affare?

“Bisogna che ci intendiamo sul senso di affare. Un guadagno immediato? Per qualcuno forse sì. Ma con quali prospettive? E con quali garanzie? La storia è piena di promesse non mantenute. Soprattutto quando dietro ci sono società estere sulle quali può sorgere più di un interrogativo: perché si offre così tanto e per così tanto tempo? Senza contare che si compromette il terreno agricolo praticamente per sempre, che tornare indietro è difficile se non impossibile”.

L'intervista completa in edicola nella Voce di Rovigo di venerdì 9 aprile

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