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IL CASO

Fotovoltaico autorizzato dal giudice

Il giudice del Consiglio di Stato: “La produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è un’attività di interesse pubblico”

Fotovoltaico autorizzato dal giudice

Il Consiglio di Stato ha rigettato, con rilevanti motivazioni, l’appello proposto dal ministero per i Beni e le attività culturali (Mibact) contro il provvedimento autorizzatorio unico regionale rilasciato dalla Regione Lazio in favore della società Limes 1 Srl, che aveva proposto un impianto fotovoltaico della potenza di 17 megawatt in provincia di Viterbo. Si tratta della sentenza numero 2983/2021 che, di fatto, ha messo la parola fine nella querelle sulla realizzazione dell’impianto stesso. Il Consiglio di Stato ha affermato anche alcuni principi che potranno valere per tutto il territorio nazionale.

Su un piano generale, infatti, il giudice amministrativo ha rilevato che nel caso di progetti di realizzazione di impianti a fonti rinnovabili, il bilanciamento che la pubblica amministrazione è chiamata a effettuare non è solo tra tutela dell’ambiente e interesse privato imprenditoriale in quanto, si legge nella sentenza “la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è infatti un’attività di interesse pubblico che contribuisce anch’essa non solo alla salvaguardia degli interessi ambientali ma, sia pure indirettamente, anche a quella dei valori paesaggistici”.

La Corte Costituzionale ha “sottolineato il nesso funzionale esistente tra le esigenze di tutela ambientale che riguardano il reperimento di fonti energetiche alternative e il coinvolgimento dell’iniziativa privata per la realizzazione di tale interesse di natura strategica”. Il Consiglio di Stato ha poi esaminato i poteri del Mibact, in assenza di vincoli sull’area di intervento nell’ambito della Conferenza dei servizi. A tale riguardo, il giudice amministrativo ha affermato che, in assenza di vincoli, l’autorità procedente non è gravata da un particolare onere motivazionale per superare il parere negativo espresso dal Mibact, anche perché il giudizio di prevalenza che le Regioni sono chiamate a esprimere deve tenere conto dell’interesse pubblico “alla realizzazione degli impianti Fer”. In relazione ai profili di merito, il giudice amministrativo ha sottolineato che la normativa statale di riferimento consente espressamente la realizzazione di impianti Fer in area agricola, attribuendo solo il potere alle regioni di individuare (in presenza di specifici presupposti) le aree non idonee.

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