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Il caso

Report attacca la sanità veneta

La trasmissione mette in discussione la gestione della pandemia “spalleggiata” da Crisanti

Report attacca la sanità veneta

26/04/2021 - 22:59

Cosa è successo alla sanità veneta? “Nella gestione del virus all'inizio sono stati i primi della classe. Ma a gennaio hanno registrato il tasso di mortalità più alto d'Italia. Nonostante il parametro di occupazione delle terapie intensive fosse stato superato, già a novembre, il Veneto è rimasto in zona gialla. Perché?”. E’ la domanda che si è posta Report nel corso della trasmissione andata in onda questa sera e che non mancherà di sollevare polemiche.

Anche perché, ancora una volta, al centro della scena si pone il professor Andrea Crisanti, che non ha mai accettato di venire messo da parte dopo la prima fase della pandemia e che sulla lotta ai tamponi rapidi (ampiamente utilizzati in veneto e da lui considerati meno efficaci dei molecolari), ha fatto il suo cavallo di battaglia. L’inchiesta di Report ruota intorno ad uno studio realizzato da Andrea Crisanti, che non è stato mai pubblicato. Crisanti - secondo quanto riportato nel corso della trasmissione - aveva condotto un approfondimento diagnostico e aveva scoperto che tre tamponi rapidi su 10 non sarebbero affidabili. Il direttore generale della sanità veneta, Luciano Flor, dal canto suo, ha ammesso di temere una causa da parte dell'azienda produttrice dei tamponi rapidi.

A questo si aggiunge il sospetto che in una certa fase della pandemia in Veneto venisse sovrastimato il numero degli asintomatici, in quanto questo numero avrebbe contribuito a tenere l’Rt più basso (e dunque a evitare il passaggio del Veneto in zona arancione prima di quanto poi è accaduto). Fin qui quanto reso noto da Report nel corso delle sue anticipazioni. Richiesto di un parere su quanto sarebbe andato in onda in serata, Zaia si è limitato a spiegare che i dati da lui forniti sono il frutto del lavoro degli uffici. Mentre, sentito in trasmissione, ha difeso la strategia dei tamponi rapidi, che nel momento massimo della pandemia hanno consentito di testate un numero di persone che con i tamponi molecolari non sarebbe stato neppure avvicinabile (a partire dal personale delle Rsa).

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commenti 2
  • Max61

    27 Aprile 2021 - 08:08

    la Lega di Salvini, sia in Veneto che in Lombardia, due sue roccaforti, con la pandemia hanno giocato sulla pelle dei cittadini, al solo scopo di campagna elettorale, hanno manipolato dati e inventato storie, negato le cose visibili solo per racimolare voti, è un partito che se al governo porta l'Italia allo sfascio.

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  • Angelo neroblu

    27 Aprile 2021 - 20:08

    Caro Zaia ma se i tamponi rapidi ne sbagliano anche "solo" due su dieci hai presente cosa significa? Soprattutto se questi sono operatori sanitari o personale a contatto con persone fragili. Solo per apparire belli e bravi. In 2000 duemila morti è stimato l'errore del Veneto. Un piccolo paese

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