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Rosolina

Posto barca per i pescasportivi, tensione in municipio

Un nutrito gruppo di pescatori sportivi ha manifestato sotto il municipio. Scambio di vedute col sindaco Vitale

22/05/2021 - 15:33

Un po' di tensione stamane davanti al municipio di Rosolina per la manifestazione dei pescatori e cacciatori sportivi che chiedono spazi adeguati nella laguna. Noredino Braghin, il rappresentante dei pescatori e cacciatori sportivi era in piazza questa mattina, assieme ad altri che condividono con lui questa passione, per chiedere al sindaco un posto barca a fianco delle cavane di Moceniga. “Non siamo cittadini di serie B ed è un diritto chiedere, come facciamo da anni, per esercitare la nostra attività sportiva, caccia e pesca, e non la nostra professione - le sue parole - non siamo favorevoli, come dice il sindaco Franco Vitale, a mettere una soglia d'età, quando uno va in pensione, a nostro avviso, fa quello che vuole. E Rosolina è l’unico comune del Delta e di tutta la riviera veneta che non ha un posto barca per la nostra categoria”.  Braghin ricorda che a Porto Caleri "quando c’era il predecessore di Vitale, si sono insediati dei pescatori con barche immatricolate e sono sempre quelli. L’area a fianco delle cavane può ospitare anche 200, 300 barche, e non 10. Per l’area la Regione ha già stanziato dei soldi”.

In questo senso il sindaco Vitale ha promesso che entro il termine del suo mandato cercherà di risolvere la questione per quelle che sono "le giuste preoccupazioni da parte del mondo della pesca e della caccia amatoriale, regolamentata con licenza ufficiale". “Ricordo a tutti che questa amministrazione ha avuto il coraggio di abbattere quelle che erano le baracche abusive – ha precisato il primo cittadino - e ricordo a tutti che assieme alle forze dell’ordine, 5 o 6 mesi fa, abbiamo fatto dei sequestri di barche abusive. Quindi si sta lavorando per il bene pubblico e per il rispetto della legge. Spero che al massimo tra un mese concluderemo il procedimento condiviso nei tavoli di concertazione con le presidenze dei consorzi dei pescatori professionali. Sarà una base di partenza per poi capire quanto spazio ci sarà da poter dedicare all’aspetto amatoriale su zone autorizzate, secondo il piano regolatore e i vincoli territoriali che sono nelle nostre lagune”.

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